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Reddito minimo di inserimento (RMI)

Tra queste quella di maggior significato innovativo è stata sicuramente la previsione del reddito minimo di inserimento (RMI).
Il RMI è (o meglio era, vista la sua rapida soppressione) una prestazione di cittadinanza a struttura complessa, che a un'esigua misura di integrazione del reddito del soggetto in condizioni di povertà unisce interventi di integrazione sociale orientati non soltanto al mercato del lavoro, ed attivati sulla base di programmi personalizzati.
In sintonia con l'ispirazione universalistica/selettiva del RMI, si pongono, poi, altre due prestazioni sociali non contributive e non categoriali, introdotte dal legislatore italiano nel 1998.
Entrambe intendono offrire un primo e parziale rimedio ai rigidi e penalizzanti limiti categoriali della tutela sociale per il carico di famiglia.
La prima (l'assegno alle famiglie bisognose con almeno tre figli minori) è una misura di contrasto dell'esclusione specificatamente indirizzata verso una delle fasce ove si registra la maggior concentrazione e persistenza della povertà in Italia.
La seconda (l'assegno di maternità favore di donne prive di copertura previdenziale) unisce una prevalente finalità di sostegno alla scelta della filiazione a una finalità di tutela di soggetti in condizioni di bisogno ed esclusi dalla sfera di protezione assicurativa.
L'assegno è erogato per cinque mensilità e anche in questo caso la sua attribuzione è condizionata ad una soglia massima di reddito annuo.
La spinta riformatrice riusciva a ritrovare slancio verso la fine della XIII legislatura.
Amalgamando al suo interno con una certa difficoltà anime alquanto diverse, la l. 328/2000 (" Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali") riusciva a consolidare la costruzione di una coerente politica esplicita contro l'esclusione di forte impronta europea, portando a compimento una riforma dell'assistenza sociale italiana, che può essere definita di portata storica per il fatto stesso di essersi finalmente realizzata.
di Stefano Civitelli
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