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Referto medico nel codice di procedura penale: articolo 334

    L’art. 334 c.p.p. dispone: “chi ha l’obbligo del referto deve farlo pervenire entro 48 ore o, se vi è pericolo nel ritardo, immediatamente, al pubblico ministero o a qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria”.
Si fa esclusivo riferimento alle sole “circostanze” dell’intervento e del fatto prevedendo comunque l’obbligo di dare quelle notizie che servono a stabilire “i mezzi” con i quali “il fatto” sarebbe stato commesso e gli effetti che ne sono derivati.
Si fa inoltre richiamo non alla “persona offesa”, ma alla persona alla quale si è prestato alla propria assistenza.
    Dunque, per ciò che riguarda il valore probatorio del referto nel processo penale, si deve convenire che non ha né può avere valore di perizia: esso resta un atto pre-processuale che però, grazie al suo contenuto tecnico e alla competenza con cui è stato redatto, concorre con tutte le altre risultanze probatorie via via acquisite nel corso del processo e del dibattimento, a formare il libero convincimento del giudice.

Referto medico e rivelazione del segreto professionale


    Il referto è una giusta causa imperativa di rivelazione del segreto; ne deriva che il medico deve saper riconoscere quando vi è effettivamente obbligato e quando no: infatti, presentare il referto in un caso in cui tale obbligo non sussiste può esporre il medico ad una querela da parte dell’assistito per rivelazione del segreto professionale.
di Stefano Civitelli
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