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Ruolo dell’assemblea nel mantenimento della pace

Soluzioni date dalla Carta:
Secondo gli articolo 11,2 e 12,4 l'Assemblea ha competenza a discutere e raccomandare al Consiglio di sicurezza o agli stati su qualunque questione relativa a pace e sicurezza internazionale e trasmette al Consiglio di sicurezza quelle che hanno bisogno di “azioni”. Non può affrontare quelle situazioni che sono “pendenti” davanti al Consiglio di sicurezza.
Ciò che è certo è che non può autorizzare misure implicanti l'uso della forza (perché non può farlo nemmeno il Consiglio di sicurezza, il Consiglio di sicurezza lo fa sulla base di una consuetudine), non può dirigere forze armate (art 42) quindi alla luce della Carta sono illegittime le azioni prese in crisi di Suez (unef I: i paesi socialisti la approvarono dal punto di vista politico, ma si astennero perché non aveva fondamento di legittimità! Però secondo la CIG ha base nel art 14).
Può fare raccomandazioni del tipo art 41 (non implicanti uso forza) perché ci sono tante risoluzioni dell’Assemblea che raccomandano misure del genere (1946: ritiro missioni diplomatiche dal governo fascista spagnolo; 1951 embargo merci Corea nord e Cina; 1962 rottura relazioni economiche con il Sud Africa; 2008 disconoscimento azioni Israele nel territorio arabo; 1992 embargo petrolio sud africa.
Le norme che descrivono le raccomandazioni che può fare l’Assemblea (10-11-14) riguardano solo la risoluzione pacifica di controversie → L’Assemblea può raccomandare misure non implicanti l'uso della forza solo per ribadire quelle già prese dal Consiglio di sicurezza invitando gli stati ad applicarle.
Inoltre non vale l'ipotesi che siccome le misure del 41 sono sempre applicabili da uno stato singolarmente per diritto internazionale, allora anche Assemblea può raccomandarle: no perché se prese da un’organizzazione internazionale hanno valore di sanzione. Quindi secondo la carta il termine “azione” riguarda ogni misura sanzionatoria, e come tale inapplicabile dall’Assemblea.
Le raccomandazioni in base all’art 40 invece sì perché anche se sono nel sistema di sicurezza collettiva, non sono sanzionatorie e si rifanno a quelle che l'Assemblea può prendere per la soluzione di controversie.
Soluzioni dalla consuetudine:
C’è stata teoria secondo la quale con la risoluzione 377 del 1950 (crisi di Corea e Consiglio di sicurezza bloccato, su spinta Usa l’Assemblea prende questa risoluzione) che affida all’Assemblea il potere di prendere in esame una questione che riguardi minaccia, violazione pace o atto aggressione immediatamente se 9 membri qualsiasi del Consiglio di sicurezza o la magg membri dell’organizzazione lo richiedono e se non è in sessione lo fa in sessione speciale di emergenza e può raccomandare adozione di misure collettive compreso uso forza, si sia formata una consuetudine per cui l'Assemblea può intraprendere misure come quelle del Consiglio di sicurezza. Ma secondo Conforti ci sono forti dubbi perché nel caso dell’Unef I ci furono molte contestazioni da socialisti e Francia per il pagamento e anche Usa e Canada hanno rivisto la loro posizione nelle sanzioni contro Portogallo. La risoluzione 377 è importante però perché è ripresa dai fautori della dottrina della “responsabilità di proteggere” (evoluzione di quella del diritto di ingerenza → ammissibilità dell’intervento umanitario: rapporto commissione 2001 “duty to prevent, to protect, to rebuild” da parte di stati o organizzazioni internazionali e per l'Assemblea vi è la possibilità in base alla risoluzione 377 di intervento almeno per conferire alto grado di legittimazione all’intervento. Accolta dal Panel alto livello 2004, dal Segretario generale nel rapporto “in a larger freedom” 2005, dall’Assemblea stessa nel rapporto sul world summit 2005 (Consiglio di sicurezza non si è pronunciato).
di Alice Lavinia Oppizzi
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