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SIMMEL: LA FILOSOFIA DEL DENARO

Per Simmel la società è formata da un insieme di istituzioni, definite "forme pure", che nascono dall'interazione tra gli uomini e, una volta consolidatesi, ne condizionano il comportamento.
Una di queste istituzioni è il denaro, che per Simmel condiziona sempre più profondamente le relazioni tra gli uomini nella società moderna, e quindi chiarire le origini e le conseguenze dell'uso del denaro, ovvero dell'economia monetaria, è essenziale per comprendere la società moderna.

Simmel presenta somiglianze con Marx, Weber e Sombart, per:
1) Le condizioni istituzionali che favoriscono l'economia monetaria e quindi il capitalismo, ovvero:
- Accumulazione privata del capitale la quale, richiede che:
- Il denaro si diffonda come strumento degli scambi e si allarghi dunque la cerchia dei soggetti coinvolti nell'economia monetaria; serve però una condizione non economica:
-Occorre che cresca la fiducia nel denaro come aspettativa che il suo impiego possa sempre disporre di una contropartita in beni concreti.
L'accumulazione del capitale presuppone dunque un'accumulazione di fiducia, e questa condizione culturale è a sua volta sostenuta da fattori istituzionali (efficacia del potere politico; garanzie fornite dall'ordinamento giuridico).
In questo modo il denaro diventa un'istituzione pubblica. Ma è da notare che tra l'economia monetaria, lo stato centralizzato e il sistema giuridico, si stabilisce un rapporto di interdipendenza. La prima cresce grazie ai secondi che la garantiscono, ma questi a loro volta si rafforzano in relazione agli effetti indotti dalla diffusione del denaro come mezzo di scambio.
A tal proposito, Simmel sottolinea che l'economia monetaria è stata un fattore di dissoluzione dell'economia naturale basata sull'autoconsumo, favorendo in tal modo la formazione dello stato centralizzato, che doveva svolgere la funzione di controllo della moneta.
2) Il riconoscimento del fatto che alcuni soggetti (stranieri, ebrei), in virtù della loro condizione sociale di marginalità, esercitano un ruolo primario per la diffusione dell'economia monetaria: in particolare, per Simmel, i gruppi sociali esclusi dal pieno godimento dei diritti di una società, si dedicano più facilmente all'accumulazione di denaro per il conseguimento di posizioni sociali che non possono raggiungere con i mezzi tradizionali. 
3) Le conseguenze dell'economia monetaria sono la spersonalizzazione e la razionalizzazione in direzione di una più accentuata burocratizzazione, ed in particolare:
A) Il denaro favorisce la crescita della libertà individuale: perché rende sostituibili i rapporti sociali attenuando la dipendenza, nella sfera:
-dello scambio: dove è possibile scegliere tra fornitori diversi e questo spersonalizza le relazioni tra chi compra e vende e aumenta l'indipendenza reciproca di entrambi. La libertà si accresce anche nei riguardi degli oggetti, rompendo la ritualità delle forme di consumo tradizionali;
-della produzione: dove al rapporto di dipendenza totale del servo della gleba nei riguardi del signore subentra uno specifico contratto di lavoro, che spersonalizza il rapporto, lo lega al perseguimento di un obiettivo limitato che non include la sfera extralavorativa, e lo rende sostituibile da una parte e dall'altra;
B) Peggiorano le condizioni dei lavoratori rispetto all'economia naturale, in cui vi era l'obbligo di protezione sociale dei subalterni da parte dei signori, ma questo è per Simmel un prezzo che vale la pena pagare, per acquisire la consapevolezza di sé e per fornire una prestazione che vale precisamente il suo equivalente in denaro;
C) Si ha una maggiore caratterizzazione tecnico-funzionale delle prestazioni lavorative che favorisce l'accettazione delle posizioni di superiorità e di subordinazione tra i lavoratori, in un'organizzazione che rende risultati vantaggiosi.

di Antonio Amato
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