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SPIRITO DEL CAPITALISMO

Per Weber esso non si identifica affatto con l'impulso acquisitivo e l'avidità di denaro, sempre esistite in tutte le epoche e società, dove la ricerca del profitto può essere ancor più spregiudicata perché non vincolata da norme etiche.
Lo spirito del capitalismo si differenzia nelle 2 dimensioni dell'orientamento tradizionalistico:
a) Profitto non giustificato dal punto di vista etico, ma tollerato: per questo la sua ricerca avviene con gli estranei alla comunità.
L'impegno nel lavoro diventa impegno etico e viene condannato ogni godimento spensierato o finalità edonistica nell'impiego dei guadagni. Il profitto deve essere fatto fruttare reinvestendo il capitale in attività produttive e non impiegandolo solo per accrescere il patrimonio familiare.
b) Acquisività nel commercio: l'acquisività si esprime nell'organizzazione razionale del processo produttivo, rompendo la staticità dell'economia tradizionale e non nella sfera della produzione governata da routine tradizionali.
Il tradizionalismo viene travolto da una nuova imprenditorialità fortemente motivata a combinare in modo più efficiente i fattori produttivi. Gli imprenditori modificano i prodotti, i metodi di produzione alla ricerca del massimo profitto. I nuovi soggetti economici non dispongono di molto capitale ma di qualità etiche che alimentano l'impegno nel lavoro.
Weber critica Sombart per non aver riconosciuto che il carattere tradizionalistico dello spirito economico può essere proprio anche di una economia già organizzata in forma capitalistica, con imprenditori dall'atteggiamento statico, che si accontentano del solito livello di profitto e si muovono sui binari di tradizioni consolidate. Anche gli operai non sono spinti a lavorare di più, da maggiori opportunità di guadagno.
di Antonio Amato
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