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Strategie di manifestazione dei nessi sintattici



La tipologia di una lingua determina modalità diverse nella manifestazione delle relazioni sintattiche: nelle lingue prive di morfologia la sintassi viene manifestata tramite l'organizzazione dei lessemi, le lingue sintetiche invece presentano diverse strategie come attraverso la morfologia e la sintassi.

I nessi sintattici si manifestano secondo tre modalità: concordanza, reggenza e giustapposizione (agglutinazione).

La concordanza consiste nella presenza obbligatoria di morfemi omologhi nel nucleo e nell'espansione.
"Una spaghettata notturna": i morfemi estrinseci dell'aggettivo devono concordare con quelli intrinseci del sostantivo.

Si parla di reggenza quando i morfemi che compaiono in un sintagma sono determinati da un altro sintagma, come in tedesco: mit freundlichen Grussen, il dativo è retto da mit mentre l'aggettivo concorda con il dativo.  In lingue senza caso prevale la giustapposizione: in "Luigi ama Maria" distinguiamo le relazioni di soggetto e oggetto diretto grazie alla posizione reciproca dei sintagmi. L'ordine delle parole è fondamentale.

Le strutture sintattiche possono essere polisemiche o avere delle varianti. Esempi.
L'oggetto diretto dei verbi di-transitivi (inglese) e una struttura sintattica polisemica perchè manifesta sia il secondo che il terzo argomento con la relazione di oggetto diretto: "John gave Mary red wine" (invece di to che rappresenta una variante). Il soggetto in italiano è argomento ed è il primo argomento del predicato.

Il concetto di congruità morfo-sintattica o grammaticalità caratterizza la combinazione significativa delle parole. Esempio: *questa montagna è intelligente. Questo enunciato è insensato in quanto semanticamente incongruo, ma presenta congruità sintattica perchè soddisfa adeguatamente i requisiti morfo-sintattici.

La funzione della sintassi è quella su articolare la composizionalità, cioè di permettere alle parole di associarsi le une alle altre in modo significativo, per creare la symplokè. I lessemi sembrano essere tendenzialmente specializzati a svolgere determinate funzioni sintattiche, tra le strutture e le funzioni esistono rapporti multi-multivoci.

Le teorie sintattiche che spiegano i sintagmi e gli enunciati corretti di una lingua possono essere ricondotti a due tipologie: quella delle grammatiche dependenziali e quella delle grammatiche a struttura sintagmatica.
Le prime sottolineano l'aspetto gerarchico dell'organizzazione sintattica, di cui il vertice e il verbo. Il primo modello fu elaborato da Lucien Tesnière, che sostiene che l'ordine strutturale è preminente rispetto all'ordine lineare.
Le seconde risalgono alla teoria dei costituenti immediati di Leonard Bloomfield. Mediante espansione/riduzione, sostituzione e permutazione viene testata la natura dei costituenti. Le grammatiche a struttura sintagmatica privilegiano la struttura lineare rispetto all'organizzazione profonda dell'enunciato → Teoria Standard di Noam Chomsky, elabora un modello generativo, la grammatica è un modello che serve a generare tutti gli enunciati. Il modello applicativo di Sebastian Saumjan amalgama le due grammatiche.
Una teoria vicina all'approccio trattato nel libro è la Construction Grammar che si fonda sull'idea che tutte le espressioni linguistiche sono altrettanto importanti e fondamentali.

L'organizzazione sintattica agisce su tre livelli: la sintassi ha la funzione di creare la symplokè, ha la funzione di permettere dinamismo comunicativo e ha effetti figuratici, cioè effetti particolari come la frase scissa. Essa si manifesta tramite l'uso della subordinazione: è Caterina che ha rotto il bicchiere, può essere vista come la risposta alla domanda: chi ha rotto il bicchiere?

di Melissa Gattoni
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