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Terapie geniche

Le nuove terapie geniche permettono di correggere il codice genetico degli esseri umani. Larry Thompson iniziò ad usare la terapia genica per correggere in pazienti umani casi di immunodeficienza determinata dalla carenza dell’enzima Ada. Introdusse nella cellula dell’organismo carente il gene mancante. Dopo ciò si lavorò ad un’eventuale estensione delle tecniche del trasferimento genico in terapie applicabili a malattie quali il cancro, la distrofia muscolare di Duchenne, l’Aids. In tutti questi casi la ricerca è avviata e procede con difficoltà. Ancora molto resta da fare per risolvere i problemi del trasferimento del gene nelle cellule su cui si vuole intervenire. Tale tipo di intervento p definito terapia genica somatica. Questi tipi di intervento genico sulle cellule somatiche dato che riguarderanno il solo individuo che eventualmente si svilupperà dalle cellule embrionali non coinvolgendo altri individui, in linea di principio, non sembra essere la fonte delle discussione morali aperte. Una forte contrapposizione si è invece avuta nella discussione etica sul caso in cui l’intervento genico chiami in causa o le cellule germinali dell’embrione o si estenda al si la della semplice introduzione di un gene carente che è all’origine di una malattia per realizzare una vera e propria manipolazione del gene. In questo caso non sarebbe solo l’individuo ad essere chiamato in causa ma l’insieme della specie umana. Ciò che rende accesa la discussione sulla liceità è il fatto che procedure del genere siano state già messe a punto e usate nel campo delle biotecnologie su vegetali ed animali.
Relativamente alla terapia genica su cellule germinali e alle manipolazioni eugenetiche su cellule embrionali sono in vigore rigorosi divieti in tutti i paesi occidentali con leggi statali ma anche con codici di autoregolamentazione (ferma restando la paura di laboratori in anarchia fuori il controllo).
L’unica cosa che una elaborazione etica può a tale proposito (di paure) fare è ispessire la consapevolezza sulla rilevanza morale di di determinate situazioni ed eventualmente suggerire alcune regole per giudicarle  o nel caso se ne abbia facoltà deciderne a proposito. Nessun effetto potranno avere tali riflessioni contro le azioni dei famigerati scienziati pazzi. Se si tollera una correzione, si vieta una manipolazione.
Spesso interventi di trasformazione genetica vengono rifiutati sulla base dell’idea che un cambiamento repentino del patrimonio genetico della specie umana sarebbe biologicamente disastroso in quanto comporterebbe a parte modificazioni eugenetiche o anche una modificazione della specie umana, considerata nel tempo, continua, ovvero il crollo dei modelli usati per spiegare il processo evolutivo graduale, lineare nonché ordinato, modello che potrebbe anche essere un mito.
Ciò che ha fatto più scalpore negli ultimi anni è la possibilità di clonare un individuo. Si tratta di quella tecnica con la quale si produco uno o più cloni cellulari partendo da una o più cellule capostipiti, intendendo per clone l’insieme delle cellule derivate per discendenza da una singola cellula. Si può distinguere da due usi di questa tecnica di clonazione a seconda che essa venga utilizzata per scopi riproduttivi per far nascere un nuovo individuo della specie da cui deriva la cellula capostipite o a seconda che essa venga utilizzata per fini terapeutici.
La forma più discussa di clonazione riproduttiva è quella nucleare che comporta la creazione di un nuovo individuo con il trasferimento del nucleo di una cellula adulta in un uovo svuotato di tutto il materiale genetico, questa è la tecnica usata nel 1997 per la pecora Dolly. La clonazione nucleare applicata agli esseri umani è quasi universalmente contrastata. Dal 1997 messa al bando totale. Allo stato attuale la clonazione riproduttiva umana non è avviata neanche sul piano di ricerca.
di Marianna Tesoriero
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