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Thomas Hobbes, antropologia filosofica

Nasce nel 1588 e muore nel 1679. Appartiene alla generazione precedente a quella di Locke.
In Inghilterra c’è la guerra dei 30 anni e il periodo è sanguinoso, perché gli esponenti della casa regnante cercano di imporre la loro religione a tutta la nazione.

Visione oscura dello stato di natura: nello stato di natura non esiste nessuna regola – stato di natura anarchico e anomico. Non vale neppure la legge del più forte: non vi è alcuna regola, perché sarebbe una regola che attribuisce potere.

Antropologia filosofica (concezione di uomini): 
1. vanagloriosi (non disposti ad ammettere di essere peggio di altri), non disposti a concedere l’uguaglianza di sé con gli altri, 
2. inclini a provocarsi l’un l’altro, 
3. inclini a portarsi via le cose,
4. disposti a tutti pur di sopravvivere.

Ciò che li rende fattualmente uguali sono i limiti, la loro debolezza.
 Quindi de facto siamo uguali, ma de iure non c’è nessun limite, gli uomini sono liberi di fare tutto quello che vogliono.
Il fine unico è quello di soddisfare i propri appetiti, le proprie pulsioni. Ciò che conta è la debolezza che ci unisce e il fatto che noi tutti moriamo e soffriamo fisicamente.
La vita dell’uomo nello stato di natura si riduce ad un continuo proteggersi dagli altri, sfuggire dalla sofferenza e cercare di restare in vita. Quindi in questa situazione non ci si può fidare di nessuno.
“Ogni uomo per natura ha diritto a tutte le cose, fare qualsiasi cosa […]”. La condizione quindi è quella di guerra perenne, continua, incessante. Homo, homini lupus: l’uomo è lupo all’altro uomo (sempre pronto a togliergli la vita e i possedimenti).
≠ stato di Locke: stato pacifico, in cui ogni tanto le persone bisticciano, l’uomo è tranquillo.
di Francesca Morandi
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