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Uccidere l’adultera nel Kanun

Nel Kanun, accanto all’uccisione lecita per antonomasia, l’omicidio per vendetta, esiste una normativa relativa ad altre uccisioni lecite, messe in atto a seguito della scoperta di azioni disoneste.
L’art. 129 del Kanun prevede:
§ 920: “coloro che vengono uccisi in flagrante adulterio rimangono invendicati”.
§ 921: “il principio una colpa non giustifica un assassino, in fatto di adulterio perde il suo valore”.
L’uccisione dell’adultera ha una sua forma: deve essere compiuto mediante la “cartuccia rituale” che viene consegnata al marito il giorno delle nozze.
L’uccisione per adulterio è uno dei pochi casi in cui il Kanun ammette l’omicidio ai danni di una donna.
Un altro caso: l’ultimo § dell’art. 17 in tema di fidanzamento (imposto dalla famiglia): “se la ragazza si rifiuta di sposare il fidanzato, i parenti debbono consegnarla ugualmente, anche con la forza, assieme ad una cartuccia. Se poi la ragazza tenta di fuggire, lo sposo la può uccidere usando quella cartuccia. In questo caso il sangue resta invendicato perché la ragazza è stata uccisa dalla cartuccia dei suoi parenti”.
La donna può essere, inoltre, uccisa per il tradimento dell’ospitalità.
Sono queste le eccezioni, e la regola è la seguente: “la donna e il sacerdote non cadono nella vendetta del sangue”.
di Stefano Civitelli
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