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Variazioni fra parlato e scritto in linguistica

Alla domanda di Derida “Un testo stampato può parlare?” la risposta è chiaramente negativa. Ma ulteriori domande vengono dettate dalle attuali situazione comunicative, nella comunicazione televisiva o elettronica. Per rispondere anche parzialmente occorre operare una riconsiderazione del rapporto parlato-scritto nella società attuale considerando il periodo storico attuale. Non analizzeremo inoltre scritto e parlato come sistemi distinti, ma piuttosto come variazioni di un continuum.

Nell’ambito della lingua italiana, ad esempio, il LIF, Lessico di frequenza della lingua italiana contemporanea, fondato su testi scritti, include copioni cinematografici e testi teatrali, destinati ad una realizzazione fonica. Lo scritto elettronico, di fatto, non è incluso in nessuna delle classificazioni considerate, e non appare rappresentato nemmeno estendendo l’analisi ai corpora scritti.

La nozione di parlato è ancor oggi, come sottolinea Voghera, opaca. Il termine parlato è usato in accezioni diverse da settore a settore, da studio a studio, e denota situazioni comunicative diverse e diversi ambiti di riferimento.

La comunicazione orale spontanea è vista come caratterizzata dalla presenza fisica dei parlanti, dalla percezione immediata della voce naturale, integrata dai fattori paralinguistici e cinetici. Nello studio di Nencioni non sono prese in esame le modalità comunicative determinate dall’introduzione delle apparecchiature tecnologiche, ma il parlato-parlato appare chiaramente delimitato alla comunicazione immediata della voce naturale.

Secondo Halliday, l’immediatezza, la fluidità e la dinamicità della lingua parlata insieme all’impossibilità di cancellazione determinata dal mezzo fonico-acustico portano ad una frammentazione delle sequenze discorsive. La lingua parlata presenta una bassa densità lessicale. La complessità della lingua parlata è data non dal lessico, ma dalla grammatica. Scritto e parlato presentano aspetti diversi di complessità. Se nella lingua scritta la complessità è data dalla comprensione del contenuto lessicale ed è lessicale, nella lingua parlata è grammaticale.
di Domenico Valenza
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