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Vita nello spazio dei flussi: l’e-topia di William Mitchell

Mitchell è un futurista che si occupa di interazioni sociali e culturali che ha sviluppato un modello riguardo alle tendenze di relazione tra architettura, design e tecnologia.  Tali opzioni sembrano muoversi nella direzione di “ambienti intelligenti” circondati da sensori che rispondano agli stimoli, aiutati in questo progetto dallo sviluppo di tecnologie Bluetooth, internet a banda larga sempre connessa anche attraverso dispositivi mobili che ci connetta costantemente al nostro ambiente domestico. Assisteremo a programmi di lavoro e modelli spaziali sempre più flessibili e molte persone divideranno il loro tempo tra i luoghi di lavoro tradizionali ed i luoghi di lavoro a casa influenzati dalla tecnologia integrata. Si immagina che la casa sia dotata di una sua intranet che renda possibile grazie a software potenti la risposta ai bisogni degli inquilini concentrando le risorse globali su obbiettivi locali. La suddivisione in zone sparirà lasciando posto alla fine della separazione tra funzioni residenziali e lavorative in una data area spaziale. La rete assume il ruolo di interazione che era della città, l’agglomerato urbano dovrà rispondere alla sfida aumentando le peculiarità del mezzo attraverso l’incentivazione del valore dell’esperienza faccia-a-faccia. Mitchell sostiene che il luogo prevarrà ancora, la gente si recherà nei luoghi per connettersi in rete ma a volte si connetterà in rete per non recarsi nei luoghi.

di Asia Marta Muci
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