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un mondo frammentato

Sensazioni e ripetitività
Non ci sono disturbi sensoriali, ma ipersensività, percezioni come frammenti, gli stimoli sono sempre diversi e inaspettati perchè non inseriti in uno schema coerente, ripetitività associata a sensazioni piacevoli. Scarsissimi studi su fenomeni ripetitivi (importanti perchè essi non scompaiono come i sintomi secondari).
Ripetitività e frammentarietà appartengono allo stesso problema: mancanza di coerenza centrale (in un mondo frammentato le azioni formano unità separate e piccole, la ripetizione si manifesta con più forza).

I 5 sensi
Indagare se uno di questi sia usato in modo meno efficiente dagli autistici, gli esperimenti escludono deficit sensoriali; il problema non è periferico (relativo agli apparati sensoriali), ma all’apparato mentale.
1° ipotesi: preferenza per sensi prossimali (tatto, gusto, olfatto), anziché distali, perciò tendenza a toccare, annusare persone e oggetti. Ma gli esperimenti dimostrano che ciò non è associato all’autismo, ma a una bassa età menale, come i bimbi piccoli.
2° ipotesi: l’informazione ricevuta da vista/udito non è elaborata in modo così efficiente come da altri sensi, difficoltà linguaggio e comunicazione . necessità di indagare i processi di pensiero centrale.

Discriminazione e categorizzazione
Spesso negli autistici capacità di discriminare dettagli visivi e uditivi fini, conferma l’ipotesi per cui l’autismo non colpisce direttamente i processi di entrata di input e uscita di output dell’elaborazione.
Capacità di classificazione: gli autistici forniscono una prestazione adeguata in base alla loro età mentale, gli insegnanti si lamentano dell’incapacità di generalizzare ciò che è appreso a lezione (apprendono cose specifiche ma non le applicano a situazioni simili) = non è l’incapacità di generalizzare o di vedere somiglianze che blocca la capacità di applicare quanto appreso, ma l’incapacità di vedere il bisogno di generalizzare (possibile frutto di una debolezza nell’impulso a una coerenza centrale).

Il controllo dell’attenzione
L’attenzione è una componente di alto livello della mente che decide a cosa porre attenzione nella massa di sensazioni in arrivo; se la coerenza nella fase centrale è debole, la direzione dell’attenzione è casuale, ma non è un’attenzione scarsa, è peculiare (gli autistici spesso si fissano su caratteristiche secondarie dell’ambiente, per es. un orecchio, senza prestare attenzione alla persona).

Significato e coerenza
Per gli autistici certi stimolo hanno un fascino inspiegabile e altri, solitamente interessanti e salienti, li lasciano indifferenti. La rilevanza di un elemento = le persone prestano attenzione a ciò che percepiscono importante, significativo o rilevante, uno stimolo è rilevante perchè appartiene  a un insieme (l’attenzione è sotto controllo dei processi di pensiero centrali). Con un sistema di controllo centrale debole, il comportamento attenzionale è casuale: la stranezza degli interessi degli autistici deriva non tanto dal contenuto, ma dalla ristrettezza. Un individuo autistico può fissarsi per un lungo periodo di t su un contenuto ristretto in virtù dell’interesse che riveste per lui, mentre un soggetto normale vi porrebbe attenzione per poco t, trovandolo interessante colo come parte di un insieme più esteso.
Gli autistici hanno anche una forma di coerenza, ma estremamente limitata negli scopi e autonoma (locale) più insistenza affinché i propri schemi restino coerenti, preoccupazione se si verificano discrepanze inattese.

Il “puzzle” del puzzle
Le abilità eccezionali dell’idiot savant dipendono da capacità di attenzione sostenuta per uno specifico argomento, attività ripetitiva. Un esempio di isolotto di capacità è il puzzle: hanno un modo di costruirlo tot diverso, usano la forma dei bordi dei pezzi e ignorano l’immagine rappresentata all’interno, forse ignorano l’immagine. Il puzzle è una metafora che simbolizza il distacco autistico: resta un insieme di frammenti anche quando sono incastrati.

I movimenti stereotipati e l’autismo
La ripetitività senza senso era riconosciuta già da Kraeplin come sintomo tipico della demenza precox. Stereotipie spesso eccessive negli autistici può costituite un problema serio se provoca autolesione (mordersi, sbattere la testa) più autolesionismo interpretato come desiderio di stimolazione sensoriale intensa non interpretata come dolore (nell’autismo eccesso di endorfine: sostanze con effetto analgesico).
Le stereotipie delle persone normali: la presenza di altre persone, le fa diminuire, il comportamento è soggetto alle influenze ext perchè socialmente disapprovate. Negli autistici scarsa differenza tra comportamento privato e pubblico.

Routine e rigidità
Nell’autismo, routine elaborate del comportamento (unità più ampie e complesse di azione), consiste in qualcosa di più di un piccolo frammento di azione, comprende sequenze lunghe e complesse di pensieri o fissazioni su interessi specifici. Sono associate a rigidità, perseverazione e resistenza al cambiamento.
Tutte le varietà di comportamenti stereotipati e perseverativo sono manifestazioni di un deficit nei processi centrali di pensiero; a causa di ciò gli autistici vivono le sensazioni come esperienze frammentate perciò pianificano ed eseguono le azioni in forma frammentata. L’azione suddivisa in unità che non sono parti del tutto.
1.    perchè i frammenti di comportamento sono ripetuti all’infinito? La ripetitività è la condizione naturale dei sistemi di input/output; essa è naturalmente bloccata quando i prodotti di questi sistemi sono riconosciuti dal sistema di controllo centrale di alto livello, il sistema centrale dà chiusura, nell’autismo probabilmente c’è sganciamento tra strumenti centrali e periferici perchè i processi centrali di controllo sono troppo deboli per chiudere adeguatamente
2.    perchè la ripetizione è così rigida? La flessibilità è qualità di un meccanismo che usa un contesto di livello superiore
Incapacità di coerenza centrale e di cogliere il significato = distacco e frammentazioni in attività prive di senso.

di Antonella Bastone
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