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Diversi da chi? Il fenomeno dell’omofobia raccontato dai mass media nell’Italia contemporanea

L’omofobia interiorizzata

Le credenze negative nei confronti dell’omosessualità sono così diffuse nella nostra società che anche gay, lesbiche e bisessuali possono tendere all'omofobia. In questo caso il fenomeno viene definito come omofobia interiorizzata.

Essa rappresenta l’insieme di stati mentali, pensieri, emozioni, sensazioni, più o meno consapevoli, che la persona sperimenta, in modo repulsivo, verso i propri desideri e fantasie omosessuali.  Spesso tale fobia si sviluppa prima di prendere coscienza del proprio orientamento sessuale e riguarda la concezione di sé, tanto che la persona inizia a sentirsi diversa, sbagliata, inadatta al consesso sociale a causa delle sue preferenze sessuali.

La diversità percepita diventa, di conseguenza, qualcosa da nascondere, da tenere segreto, e genera una scarsa accettazione e stima di sé, che può prendere forma attraverso sentimenti di inferiorità, colpa, vergogna e inadeguatezza. L’identificazione con gli stereotipi negativi e la convinzione di essere rifiutati per la propria omosessualità conducono a sviluppare credenze relative all’impossibilità di avere una vita soddisfacente e piena come quella degli eterosessuali e ad essere destinati ad un futuro di solitudine.

Ogni individuo che viene rifiutato dalla sua comunità di appartenenza comincia a riflettere su di sé e percepirsi sbagliato, al punto da accarezzare desideri suicidi. L’omofobia interiorizzata si trasforma così in sentimenti e azioni contro la propria persona. L'omofobia rivolta verso se stessi è connotata da alcuni elementi caratterizzanti:

- paura di essere scoperti;
- disagio a intrattenersi pubblicamente con gay e lesbiche dichiarati, perché questo insinuerebbe dubbi sulla propria reale identità sessuale;
- denigrazione degli eterosessuali (eterofobia), come risposta omofobica simmetrica alla discriminazione;
- sentimento di superiorità nei confronti degli eterosessuali. Questa forma di omofobia interiorizzata è una falsa valorizzazione delle differenze peculiari. Frasi come “Le nostre vite sono più interessanti, ricche e stimolanti, perché sono condotte al di fuori della norma”, sono spesso la concretizzazione di un’eccessiva razionalizzazione, che porta a sentirsi migliori proprio perché diversi;
- relazioni intime sempre e solo a breve termine, perché impegnarsi in un rapporto duraturo ed abbracciare scelte quali la convivenza significherebbe attirare su di sé lo stigma sociale.

Analizzando questi atteggiamenti, di tipo negativo, se ne deduce un maggiore rischio di crisi identitaria negli individui che se ne facciano portatori, talvolta espressa addirittura da una vera e propria interruzione del processo di costruzione dell’identità omosessuale.

Nell’omofobia interiorizzata i pregiudizi non sono più solo quelli esterni, propri della società contemporanea, ma i sentimenti negativi da combattere sono quelli presenti negli omosessuali stessi, oppressi dal peso di vite vissute nella condanna e nella stigmatizzazione collettiva.

Il suo sviluppo è considerato, tuttavia, un processo normale nella vita di gay e lesbiche, in quanto è un’inevitabile conseguenza del fatto che tutti i bambini sono esposti alle norme eterosessiste. Fin da piccolo, l’individuo viene cresciuto con l’aspettativa che diventi un adulto eterosessuale e, più o meno consciamente, riceve tutta una serie di condizionamenti che fanno sì che l’essere gay o lesbica sia vissuto come una circostanza negativa da rimuovere, nascondere, anche a costo di rinunciare a se stessi  e alla propria felicità.

L’omofobia interiorizzata può causare un disagio tale da comportare lo sviluppo e il mantenimento di vere e proprie psicopatologie. Essa fa credere di essere individui di serie B, contribuisce in modo significativo alla bassa autostima, all’autosvalutazione e all’autoesclusione sociale e all’assunzione di un comportamento passivo nelle relazioni interpersonali.

Da numerose ricerche scientifiche sull’argomento, infatti, risulta che gay, lesbiche e bisessuali presentano una più alta prevalenza di disturbi psichiatrici rispetto agli eterosessuali, tra cui depressione, attacchi di panico, ansia generalizzata, abuso di alcol e stupefacenti, tentativi di suicidio. Il pregiudizio, la disinformazione, l’isolamento e la condanna sociale sono gli elementi che più contribuiscono a far interiorizzare l’omofobia.

La persona omosessuale omofobica nega la propria identità sessuale, ha paura di essere scoperta, si sente a disagio a intrattenere pubblicamente rapporti con gay e lesbiche dichiarati, instaura relazioni intime sempre e solo a breve termine e può, talvolta, sempre a scopo difensivo, rispondere in modo inverso e corrispondente alla discriminazione percepita contro gli omosessuali, attraverso la denigrazione degli eterosessuali (eterofobia).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Diversi da chi? Il fenomeno dell’omofobia raccontato dai mass media nell’Italia contemporanea

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Informazioni tesi

  Autore: Annarita Serra
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Sociali
  Relatore: Ester Cois
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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Parole chiave

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omofobia
gay
lesbiche
percezione dell'omofobia
violenze omofobe
omofobia interiorizzata
apologia del reato

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