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Le riforme del lavoro pubblico e gli enti locali: uniformità con il modello statale ed autonomia organizzativa

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I INDICE GENERALE Introduzione 1 Capitolo 1: Evoluzione normativa della riforma del lavoro pubblico: dal decreto legislativo 3 Febbraio 1993, n. 29 al decreto legislativo 27 Ottobre 2009, n.150 4 1.1 La nozione di amministrazioni pubbliche 5 1.2 La nozione di enti locali 8 1.2.1 La storia degli enti locali 9 1.3 Il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 10 1.3.1 La privatizzazione 12 1.3.2 La contrattualizzazione 13 1.3.3 La dirigenza 16 1.3.4 La separazione tra potere politico e potere dirigenziale 18 1.3.5 Il cosiddetto riparto di giurisdizione 19 1.4 La riforma amministrativa D'Antona - Bassanini a Costituzione invariata degli anni 1997 - 1998 20 1.4.1 Le novità nella disciplina della contrattazione collettiva 20 1.4.2 Le novità nella disciplina della dirigenza 23 1.4.3 Le altre novità introdotte dalla legge delega del 1997 25 1.5. Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 26 1.6 La ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni a seguito della riforma del titolo V della Costituzione attuata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 27 1.6.1 La disciplina del lavoro dopo la riforma del Titolo V 29 1.7 La normativa in materia di dirigenza pubblica prima della riforma Brunetta 30 1.7.1 Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 in materia di sanità 30 1.7.2 Il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 33 1.7.3 La legge 15 luglio 2002, n. 145 35 II 1.8 La legge 4 marzo 2009, n. 15 e il relativo decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 37 1.8.1 Il decreto - legge n. 112 del 2008 e la legge n. 133 del 2008 37 1.8.2 La legge delega n. 15 del 2009 39 1.8.3 Il decreto legislativo n. 150 del 2009: brevi cenni 45 Capitolo 2: La contrattazione collettiva nel decreto n. 150 del 2009 48 2.1 La ripartizione delle competenze tra legge e contrattazione collettiva 49 2.1.1 Possibili effetti della rilegificazione 50 2.2 L'attuazione degli obiettivi della legge delega in materia di contrattazione collettiva 51 2.3 I soggetti della contrattazione 52 2.3.1 L'Aran 52 2.3.2 I Comitati di settore 54 2.3.3 La parte sindacale 55 2.4 La contrattazione collettiva nazionale 56 2.4.1 I comparti 56 2.4.2 La durata dei contratti 57 2.4.3 La procedura di negoziazione 58 2.4.4 Il trattamento economico 60 2.5 La contrattazione integrativa 61 2.5.1 Gli obiettivi 62 2.5.2 L'oggetto e l'ambito di applicazione della contrattazione integrativa 63 2.5.3 Il trattamento economico 64 2.5.4 I controlli 65 2.6 L'applicazione della disciplina in materia di contrattazione collettiva negli enti locali 67 Capitolo 3: La dirigenza nel decreto n. 150 del 2009 69 3.1 Gli incarichi dirigenziali 70 3.1.1 Il rinnovo, la mancata conferma e la revoca dell'incarico 73 3.1.2 L'accesso alle qualifiche dirigenziali 74 3.2 I poteri e le funzioni dirigenziali 75 III 3.3 L'indipendenza della dirigenza 78 3.4 Brevi cenni sulla valutazione della dirigenza 80 3.4.2 I soggetti preposti alla valutazione 80 3.4.3 L'analisi delle fasi del ciclo di gestione della performance 81 3.4.4 L'applicazione delle norme in materia di valutazione agli enti locali 82 3.5 La responsabilità dirigenziale 83 3.5.1 Il comma 1 dell'articolo 21: la responsabilità del dirigente - dipendente per mancato raggiungimento degli obiettivi e per inosservanza delle direttive 84 3.5.2 Il comma 1-bis dell'articolo 21: la responsabilità del dirigente - datore di lavoro per colpevole violazione del dovere di vigilanza sul personale 85 3.5.3 La differenza tra la responsabilità dirigenziale e la responsabilità disciplinare 87 3.6 Il trattamento economico 88 3.6.1 La retribuzione di risultato 90 3.6.2 L'applicazione negli enti locali 91 3.6.2 I casi di mancata corresponsione del trattamento economico accessorio 92 Capitolo 4: Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici nel decreto n. 150 94 4.1 Le fonti del potere disciplinare 95 4.1.1 Le infrazioni e le sanzioni previste dal decreto delegato 95 4.1.2 La determinazione del codice disciplinare 97 4.2 Il nuovo procedimento disciplinare 98 4.2.1 Il soggetto titolare del potere disciplinare 98 4.2.2 Il tentativo di conciliazione endoprocedimentale 99 4.2.3 La fase istruttoria 100 4.2.4 La chiusura del procedimento 101 4.3 Il procedimento penale 102 4.3.1 La (non) sospensione del procedimento disciplinare 102 4.3.2 La riapertura del procedimento disciplinare 103 4.4 Gli ulteriori aspetti disciplinati dal decreto nel capo V del titolo IV 104 IV 4.4.1 La certificazione e il controllo delle assenze per malattia 105 4.4.2 La permanente inidoneità psicofisica al lavoro 106 4.3 L'identificazione del personale a contatto con il pubblico 108 Capitolo 5: Dalle norme alla realtà 110 5.1 Le disposizioni in merito all'adattamento della riforma agli enti locali 110 5.1.1 I problemi sorti durante l'applicazione delle disposizioni normative 113 5.2 I tempi per l'attuazione della riforma negli enti locali 115 5.3 Analisi dei risultati del rapporto nazionale di Promo P.A. "La PA vista da chi la dirige" dopo l'entrata in vigore della riforma Brunetta 118 5.3.1 I risultati del rapporto del 2010 119 5.3.2 I risultati del rapporto del 2011 121 5.4 L'applicazione del d. lgs. n. 150 del 2009 in un Comune di medio - piccole dimensioni 122 5.4.1 La contrattazione integrativa 122 5.4.2 I dirigenti 125 5.4.3 Le sanzioni e la responsabilità disciplinare 128 5.5 L'applicazione del d. lgs. n. 150 del 2009 in un Comune di piccole dimensioni 129 Conclusioni 132 Bibliografia 135 Sitografia 142 Ringraziamenti 143
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Informazioni tesi

  Autore: Micaela Cattaneo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Amministrazioni e politiche pubbliche
  Relatore: Gabriele Bottino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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Parole chiave

pubblica amministrazione
lavoro pubblico
riforma brunetta
decreto legislativo 150 del 2009

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