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Estradizione e mandato d'arresto europeo. Il difficile bilanciamento tra cooperazione giudiziaria e tutela dei diritti umani

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pag. INDICE PREMESSA INTRODUTTIVA VII PARTE I DALL’ESTRADIZIONE AL MANDATO D’ARRESTO EUROPEO, LA COOPERAZIONE PENALE NELL’AMBITO DELLE ISTITUZIONI EUROPEE CAPITOLO I L’ESTRADIZIONE: LE FONTI DI DISCIPLINA DELL’ISTITUTO E LE CARATTERISTICHE TRADIZIONALI DELLA PROCEDURA 1. Premessa 1 2. La Convenzione europea di estradizione del 1957 3 3. Segue: la Convenzione europea tra bilateralità e multilateralità 4 4. Segue: la riserva e la dichiarazione del Governo italiano 6 5. Segue: i Protocolli addizionali alla Convenzione 8 6. Gli elementi peculiari della procedura estradizionale 9 CAPITOLO II LE ORIGINI E GLI SVILUPPI DELLA COOPERAZIONE IN AMBITO UE 1. Dalla costituzione del "gruppo Trevi" ai progetti francesi di "Spazio giudiziario penale europeo" 18 2. L’esperienza delle forme di cooperazione meramente intergovernative 19 3. Accordo di Schengen e C.A.A.S.: il S.I.S. e il S.I.S. II. Il ruolo di Interpol 20 4. Segue: il Trattato di Maastricht 23 5. Il Trattato di Amsterdam: l’uso repressivo dello strumento penale 26 6. Cenni sui soggetti della cooperazione giudiziaria e di polizia 29 7. La genesi del Trattato di Lisbona 35 8. La caduta del Terzo Pilastro e le procedure legislative oggi in vigore 37 pag. 9. Segue: i rimedi oggi esperibili dinnanzi alla Corte di giustizia 39 10. I principi da rispettare e gli atti adottabili 41 11. Lo scenario attuale: il Programma di Stoccolma e le Conclusioni di Ypres 42 12. Segue: la rinnovata centralità di Eurojust, verso l’istituzione di una Procura europea 44 CAPITOLO III IL CAMMINO VERSO LA DEFINIZIONE DI UNA PROCEDURA DI CONSEGNA COMUNITARIA 1. Le conclusioni del Consiglio europeo di Tampere e il Programma de L’Aia. Il principio del mutuo riconoscimento in materia penale 47 2. Lo strumento normativo della decisione quadro 50 3. Il caso Pupino e il principio di interpretazione conforme elaborato dalla Corte di giustizia dell’Unione 52 4. L’estradizione nell’Unione europea. Un paradosso 58 5. La Decisione quadro 2002/584/GAI sul mandato d’arresto europeo: una misura già ampiamente annunciata 59 6. Segue: il negoziato in seno alle Istituzioni europee 61 7. Le ragioni della scelta dello strumento giuridico e le differenze rispetto all’estradizione 63 PARTE II TUTELA DEI DIRITTI UMANI E CONSEGNA INTERNAZIONALE DI UNA PERSONA CAPITOLO I PROCEDURA DI ESTRADIZIONE E LIBERTÀ FONDAMENTALI 1. Premessa. Cooperazione penale internazionale e diritti dell’uomo 66 2. Estradizione e Patto internazionale sui diritti civili e politici 68 pag. 3. Estradizione e Convenzione europea dei diritti dell’uomo. I limiti imposti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo 71 4. Dal limite del reato politico alle clausole di non discriminazione 76 5. Gli articoli 698 e 705 c.p.p.: la sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 1996 79 6. Il ne bis in idem e il principio di specialità 82 7. Estradizione libertà personale: l’inadeguatezza della disciplina codicistica 87 CAPITOLO II DECISIONE QUADRO SUL MANDATO D’ARRESTO E DIRITTI FONDAMENTALI: QUALCHE PROBLEMATICA 1. I considerando alla decisione quadro sul mandato d’arresto europeo e le interazioni con il sistema C.e.d.u. 92 2. Segue: i diritti contemplati nel dispositivo 98 3. Mandato d’arresto europeo e ragionevole durata della detenzione 100 4. L’attuazione della decisione quadro sul m.a.e. negli altri Stati membri: l’opposizione dei "controlimiti" costituzionali 102 5. Deroga a doppia punibilità e principio di legalità: l’art. 2 § 2 della Decisione quadro 2002/584/GAI 106 6. Segue: la sentenza Advocaten voor de Wereld della Corte di giustizia dell’UE del 2007 113 CAPITOLO III ATTI NORMATIVI SUCCESSIVI E INTERPRETAZIONI DELLA CORTE DI GIUSTIZIA: IL RAFFORZAMENTO DEI DIRITTI DEL CONSEGNANDO 1. Premessa 117 2. La Decisione quadro 2008/909/GAI sul trasferimento dei condannati 117 3. La Decisione quadro 2009/299/GAI sulle decisioni pronunciate in absentia: ancora qualche perplessità 118 pag. 4. La Decisione quadro 2009/829/GAI sulle misure alternative alla detenzione cautelare 122 5. Le direttive approvate in attuazione del Programma di Stoccolma 123 6. Mandato d’arresto europeo e principio di proporzionalità 125 7. Le pronunce interpretative della Corte di Lussemburgo: il principio del ne bis in idem nell’esecuzione del mandato d’arresto europeo 126 8. Segue: la portata del principio di specialità nella decisione quadro sul m.a.e. 127 9. Segue: le nozioni di "residenza" e "dimora" ai fini del rifiuto della consegna 129 10. Segue: mandato d’arresto europeo e Carta di Nizza 131 11. Segue: l’ultimissima pronuncia in tema di libertà personale 134 PARTE III LA LEGGE DI ATTUAZIONE 22 APRILE 2005, N. 69: LE DISSONANZE RISPETTO ALLA DECISIONE QUADRO DEL 2002 CAPITOLO I LA DIFFICILE ATTUAZIONE DELLA DECISIONE QUADRO SUL MANDATO D’ARRESTO EUROPEO NELL’ORDINAMENTO ITALIANO 1. Premessa. L’iter parlamentare per l’approvazione della legge 136 2. Disposizioni di diritto sostanziale: l’art. 7 della legge e la disciplina interna dei reati fiscali, doganali, finanziari 143 3. Segue: la maldestra riformulazione della "lista" di reati nell’art. 8 della legge: qualche esempio 146 4. Segue: la garanzia della riserva parlamentare 152 5. Estradizione e mandato d’arresto europeo: problemi di diritto intertemporale 153 pag. CAPITOLO II LA PROCEDURA PASSIVA DI CONSEGNA 1. Le autorità competenti: il ruolo del Ministro della giustizia 157 2. Segue: la competenza territoriale della corte d’appello 160 3. Il contenuto eccessivo del mandato d’arresto e le interpretazioni correttive della Corte di Cassazione 161 4. Le modalità di instaurazione della procedura: la ricezione diretta del mandato e l’applicazione delle misure cautelari 168 5. Segue: l’arresto ad opera della polizia giudiziaria e la procedura di convalida. La dubbia compatibilità con le disposizioni costituzionali 172 6. L’inizio del procedimento dinnanzi alla corte d’appello 180 7. Il consenso alla consegna 181 8. I provvedimenti provvisori in attesa della decisione 184 9. Il concorso tra più richieste di consegna 187 10. La fase decisoria: i termini per decidere e le condizioni per la decisione favorevole 189 11. I motivi di rifiuto dell’esecuzione del m.a.e. previsti dalla legge 196 12. Le garanzie da richiedere allo Stato di emissione 221 13. Segue: la regolazione del principio di specialità nella legge di attuazione 225 14. Il ricorso in Cassazione «anche per il merito» 229 15. La consegna della persona: le ipotesi di sospensione e di rinvio. La consegna temporanea 234 16. La disciplina delle spese 237 CAPITOLO III LA PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA E LE MISURE REALI 1. Il problema della competenza ad emettere il mandato e la soluzione fornita dalle Sezioni Unite della Cassazione 238 2. Segue: le condizioni per l’emissione del mandato 243 3. Segue: i canali di trasmissione e il contenuto dell’euromandato 244 pag. 4. Emissione del mandato e giudizio in absentia: un nodo forse ancora da sciogliere 245 5. Il principio dello scomputo della misura cautelare sofferta all’estero. L’intervento della Corte costituzionale 250 6. La procedura di consegna di beni e oggetti: la fase attiva 252 7. Segue: la fase passiva 253 CONCLUSIONI 256 BIBLIOGRAFIA 262
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Informazioni tesi

  Autore: Federico Vitali
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Livia Giuliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 286

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Parole chiave

diritti umani
estradizione
cooperazione giudiziaria
mandato d'arresto europeo
corte di giustizia dell'unione europea
ramoci
competenza ad emettere il mandato

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