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Analisi del reato di disastro ambientale: dalla fattispecie giurisprudenziale al nuovo art. 452 quater c.p.

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2 Indice Introduzione..................................................................................................8 I Breve introduzione al diritto penale ambientale. Il contesto della riforma. 1. Dal codice Rocco al D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152…………………...10 2. Il tradizionale modello di tutela penale dell’ambiente: l’accessorietà rispetto alla funzione amministrativa…………………………..……12 2.1 Il pericolo presunto……………………………………………..12 2.2 Il carattere contravvenzionale delle fattispecie…………………14 3. Norme penali in bianco. Riserva assoluta di legge e principio di offensività………………………………………………………...…15 3.1 Reati ambientali e principio della riserva assoluta di legge…….15 3.2 Reati ambientali e principio di offensività……………………..17 3.2.1 Portata generale del principio…………………………17 3.2.2 Il principio di offensività in relazione al diritto penale ambientale…………………………………………….18 4. L’inadeguatezza del modello tradizionale di diritto penale ambientale a tutelare efficacemente l’ambiente…………………………………...19 5. Profili europei di tutela dell’ambiente………………………………..21 5.1 I trattati…………………………………………………………21 5.2 Diritto dell’Unione europea e diritto penale……………………23 5.3 La direttiva 2008/99/CE……………………………………......26 5.4 Il recepimento della direttiva 2008/99/CE tramite il D. Lgs. 121 del 2011……………………………………………………...…28 6. L’impulso dato dalla vicenda Eternit……………………...…………30 3 7. La legge 22 maggio del 2015, n. 68…………………………………..30 7.1 Profili generali della riforma…………………………………...30 7.2 Il nuovo titolo VI-bis del codice penale “Dei delitti contro l’ambiente” ……………………………………………….....…33 7.3 L’introduzione del reato di disastro…………………………….35 II Il reato di disastro innominato………….………………………….36 1. La collocazione dell’art. 434 c.p. nel Titolo V c.p. “Delitti contro l’incolumità pubblica”…………………………...………………….37 1.1 Il bene giuridico…………………………………………………37 1.2 Il pericolo comune……………………………………………….39 1.3 Pericolo concreto e pericolo presunto……………………………41 1.4 La violenza………………………………………………………42 2. La clausola di sussidiarietà…………………………………………..43 3. Il soggetto attivo del reato……………………………………………44 4. Il fatto tipico………………………………………………………….48 4.1 L’ipotesi di cui al primo comma dell’art. 434 c.p. La condotta….48 4.1.1 La questione della omogeneità tra tentativo e delitto di attentato………………………………………………….49 4.1.2 (segue)Le conseguenze del dibattito sulla configurazione del delitto di disastro…………………………………….51 4.1.3 L’indeterminatezza della condotta……………………....52 4.2 La nozione di “altro disastro”…………………………………..53 4.3 La qualificazione giuridica della verificazione del disastro: il comma 2 dell’art. 434 c.p……………………………………..…56 5. Il pericolo per la pubblica incolumità………………………………...58 5.1 Condizione obiettiva di punibilità o elemento costitutivo del reato?.............................................................................................58 5.2 Pericolo concreto o astratto……………………………………...60 5.3 Il pericolo nella previsione del comma 2 dell’art. 434 c.p……….60 6. L’elemento soggettivo……………………………………………….61 6.1 Il disastro innominato colposo…………………………………...63 4 7. Il tentativo……………………………………………………………65 8. Momento consumativo e locus commissi delicti……………..………65 9. Rapporto con altri reati………………………………………………65 III Il disastro ambientale………………………………………………68 Sezione I. Il disastro ambientale: una fattispecie di origine giurisprudenziale…………………………………………………...68 1. La società del rischio e la tutela giudiziaria dell’ambiente………….68 2. Il caso del Petrolchimico di Porto Marghera: una nuova definizione di “altro disastro”……….………………..…………………………..71 2.1 Le imputazioni e la ricostruzione dei giudici………………………………………….………………71 2.2 La posizione della dottrina nei confronti della pronuncia della Corte di cassazione……………………………………….…….74 3. Una nuova stagione giurisprudenziale……………………………..75 4. La questione di legittimità costituzionale dell’art. 434 c.p…………77 4.1L’ordinananza di rimessione alla Corte………………………....77 4.2 La sentenza n. 327 del 2008…………………………………….78 4.3 Le questioni irrisolte……………………………………...…….80 Sezione II. La giurisprudenza successiva alla pronuncia n. 327 del 2008: la vicenda Eternit…………………………………………………………83 1. Un nuovo paradigma punitivo……………………………………...83 2. Le imputazioni……………………………………………………..85 3. La pronuncia del Tribunale di Torino……………………………....89 3.1 Rapporto tra fattispecie contestate e ambito di operatività del disastro innominato. Sussumibilità del caso concreto nella previsione di cui all’art. 434 c.p………………………...………89 3.2 La qualificazione del capoverso dell’art. 434 c.p………………92 3.3 La consumazione e la prescrizione……………………………..93 3.4 La reazione della dottrina alla pronuncia di primo grado………94 4. La posizione della Corte d’Appello…………...................................95 5 4.1 Riconducibilità del caso concreto all’interno della previsione di cui all’art. 434 c.p. Una nuova definizione dell’evento……..….95 4.2 Le questioni relative alla consumazione e alla prescrizione……97 5. La sentenza della Corte di Cassazione n. 7941 del 2015…………..98 5.1 La sussumibilità della fattispecie concreta nella previsione del disastro innominato. Le questioni circa il macroevento, la distruttività e la violenza……………………………………….98 5.2 La qualificazione del capoverso dell’art. 434 c.p.: un delitto aggravato dall’evento……………………………………...….100 5.3 La consumazione dei delitti aggravati dall’evento. La confutazione delle tesi dei giudici di merito e la prescrizione del disastro ambientale…………………………………………....101 5.4 Un dramma tra diritto e giustizia: le osservazioni della dottrina......................................................................................103 Sezione III. Altri elementi e problematicità del disastro ambientale….107 1. I Soggetti attivi del reato…………………………………………..107 1.1 Disastro ambientale e impresa………………………………...108 1.2 L’istituto della posizione di garanzia………………………….109 1.3 Il principio di effettività……………………………………….110 1.4 La delega di funzioni………………………………………….111 2. Il nesso di causalità……………………………………………….113 2.1 Le difficoltà di accertamento del nesso condizionalistico…….114 2.2 La giurisprudenza sulla causalità: dalla teoria dell’aumento del rischio alla sentenza Franzese………………………………...114 2.3 Il nesso di causalità in materia di esposizione a sostanze tossiche. Il ruolo dell’epidemiologia……………………………………116 2.4 L’accertamento della causalità nelle vicende relative all’esposizione ad amianto: epidemiologia, multifattorialità e plurime esposizioni…………………………………………...119 2.5 Il passaggio dalle contestazioni di omicidio e lesioni ai delitti contro l’incolumità pubblica nelle vicende relative all’esposizione a sostanze tossiche…………………………………………….122 6 2.5.1 L’accertamento del nesso di causalità nella vicenda delle industrie Eternit……………………………………….123 2.5.2 Uno sguardo alla giurisprudenza successiva………….126 3. La colpevolezza…………………………………………………..128 3.1 Il disastro ambientale colposo…………………...……………128 3.1.1 Cenni al principio di precauzione……………………..129 3.1.2 Precauzione e disastro ambientale. La giurisprudenza..131 3.2 Il disastro ambientale doloso………………………………….135 4. Il bene giuridico…………………………………………………..137 IV Il nuovo delitto di disastro ambientale…………………………...140 1. La legge 22 maggio 2015, n. 68: il delitto di disastro ambientale…...140 2. I rapporti tra la fattispecie giudiziaria di cui all’art. 434 c.p. e il neonato delitto di disastro ambientale……………………………………...142 3. Il fatto tipico………………………………………………………...146 3.1 Le offese all’ambiente: i n.n. 1-2 dell’art. 452 quater c.p….147 3.2 Il disastro sanitario: il n. 3 dell’art. 452 quater c.p………...151 3.2.1 I singoli accadimenti lesivi della vita e dell’integrità fisica: il disastro ambientale e l’aggravante di cui all’art. 452 ter c.p…………155 3.3 L’accertamento del nesso di causalità…………………….156 3.4 La clausola abusiva……………………………………….158 4. L’irrisolta questione circa la consumazione del reato. La prescrizione……………………………………………………….165 5. L’elemento soggettivo e la fattispecie colposa di pericolo………....168 6. La disciplina delle circostanze……………………………………..170 6.1 Le circostanze aggravanti…………………………………170 6.2 Le circostanze di cui all’art. 452 decies c.p………………..173 7. La responsabilità degli enti per disastro ambientale………………...175 8. Le sanzioni…………………………………………………………178 8.1 Il ripristino dello stato dei luoghi e l’incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione………………………………179 7 8.2 La confisca………………………………………………..179 9. Disposizioni processuali…………………………………………...182 10. Conclusioni……………………………………………………….182 Riflessioni conclusive. Il disastro ambientale quale archetipo dei fenomeni della società del rischio. Il ruolo del diritto penale………………...……......................................................................185 1. La società postmoderna…………………………………………...185 2. La flessibilizzazione del diritto penale……………………………186 3. Il costo della flessibilizzazione: la legittimazione del diritto penale……………………………………………………………..189 4. Prospettive di tutela dell’ambiente: il congedo del diritto penale e l’apertura verso il modello civile e amministrativo……………….191 Bibliografia................................................................................................194
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Donzelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Silvia  Tordini Cagli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

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Parole chiave

ambiente
diritto penale
disastro ambientale
art. 452 quater c.p.
crollo di costruzioni
disastro innominato

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