L'Opera Pia del Baliatico e il Pio Istituto di Maternità e dei Ricoveri

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Gioia Contatta »

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I NATURA E SCOPI DELLA RICERCA Milano, benefica e caritatevole per cultura e tradizione, ha costantemente rivolto ai poveri una sollecita attenzione, determinata dall'esigenza connaturata di alleviare le sofferenze dei bisognosi. Nei secoli è prevalsa la disponibilità individuale dei cittadini a prestare soccorso agli indigenti, rispetto alla possibile opzione di demandare questo incarico alle istituzioni statali. E' emblematico che l'indagine condotta da Giuseppe Sacchi nel 1881 avesse accertato la presenza in Milano di 360 Opere pie. E' quindi inconfutabile che spettasse al capoluogo lombardo il primato europeo e mondiale nell'ambito della carità e dell'assistenza ai bisognosi, in osservanza dei canoni prettamente cristiani, come è stato evidenziato in particolare da Carlo Cattaneo. I milanesi infatti per tradizione hanno destinato con generosità le loro risorse economiche e le loro doti intellettuali, creative ed organizzative all'individuazione di strategie di intervento a favore dei bisognosi e nell'allestimento di strutture in grado di alleviare le sofferenze degli indigenti. Per antica consuetudine, prevalevano a Milano la sensibilità e l'esigenza di condividere i disagi dei poveri; i milanesi si dimostravano incuranti delle eventuali privazioni che sarebbero conseguite dal loro altruismo, rivolto non solo ai bisognosi provenienti dalle aree limitrofe, ma anche agli stranieri. La disponibilità all'accoglienza è tanto più encomiabile considerando che la città avrebbe potuto adottare strategie diametralmente opposte, intervenendo con mezzi repressivi per salvaguardare i privilegi acquisiti dai propri cittadini; come deterrente contro l'immigrazione si sarebbe quindi potuta avvalere delle forze di polizia, del sistema carcerario, dei provvedimenti di espulsione e della deportazione. Era peculiare della città anche l'opzione di affidare la gestione dell'assistenza alla carità privata piuttosto che a quella pubblica, prescritta per legge e finanziata da un sistema fiscale imposto dalle Autorità di Governo. A Milano prevaleva infatti un sistema di valori di radice cristiana in base al quale la cittadinanza ricusava la scelta egoistica di escludere e respingere gli emarginati. La città ricca, culturalmente ed economicamente progredita, includeva tra i suoi valori basilari la concezione del povero non come altro da sé, ma come parte integrante di una realtà sociale eterogenea, disponibile a coinvolgere anche i più deboli e a favorire la loro