La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Avena Contatta »

Composta da 290 pagine.

 

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Anteprima della Tesi di Marco Avena

Anteprima della tesi: La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno, Pagina 1
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1 INTRODUZIONE “Proviamo a giocare con gli infiniti “versi” dell’uni-verso” Terenzio Formenti Due motivi mi hanno spinto a scegliere di indagare il modello della Social Dreaming Matrix. Il primo riguarda la dialettica che, dentro di me, non sono ancora riuscito a comporre tra l’approccio freudiano e quello junghiano. Il sogno sociale rappresenta una possibilità di conversazione tra questi due orientamenti teorici, evidenziata dal sogno che feci la notte dopo aver partecipato alla mia prima matrice di Social Dreaming. Ecco il sogno: “Sono S. Freud, e sono sposato con Emma Jung. Abbiamo un figlio piccolo, che porto in giro con me, mostrandogli un’Italia di inizio ’900. Mentre siamo in una piazza, ci vengono addosso cento pallottole. Uso allora i miei poteri magici per creare una vetrata antiproiettile davanti a noi, e quando le pallottole la toccano diventano gocce d’oro che cominciano a scorrere sul vetro, fin che una lo penetra colpendo mio figlio alle spalle. La scena cambia, e mi ritrovo su di un carro in corsa, trainato da due cavalli. Emma sta su un altro carro, ed io (Freud) devo riuscire a passargli nostro figlio per salvarlo, azione che (so) comporterà il mio sacrificio. Mia moglie riesce a prendere il prezioso fagotto nel quale è avvolto il piccolo, ma quando lo apre vi trova dentro un panino al prosciutto cotto, fresco appena tagliato”. Ad una prima delusione per il finale poco epico del sogno, fece seguito il piacere di ascoltare, con l’andare delle matrici, che i “panini al prosciutto” nei sogni degli altri erano ormai diventati un codice comune, che compariva nelle “nostre” immagini oniriche come simbolo dei sogni. Il secondo motivo che mi ha portato a questa tesi riguarda un “nesso acausale”, ovvero la coincidenza per cui l’aula abitualmente utilizzata per il seminario di sogno sociale non era disponibile per l’ultima matrice prevista. Il gruppo di Social Dreaming si trasferì nell’unica aula disponibile, che era la Sala Lauree della Facoltà di Psicologia. Quel giorno, nella matrice, fu posta, tra le altre, la domanda: “Chissà perché siamo finiti proprio nella Sala Lauree?”. Il presente lavoro di tesi tenta di descrivere come emergono, durante il lavoro nella matrice, domande come questa. Si sono quindi sondate le caratteristiche di quello che è stato definito “il fenomeno del Social Dreaming” dal suo stesso scopritore, W. Gordon Lawrence (2003).