La Psicoanalisi in Russia: nascita, sviluppo e oblio

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Larissa Sazanovitch Contatta »

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Anteprima della tesi: La Psicoanalisi in Russia: nascita, sviluppo e oblio, Pagina 11
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12 A Bechterev 7 spetta il merito di aver fondato nel 1908 l’Istituto di Psiconeurologia di Pietroburgo, al quale collaborò la psicoanalista Tatiana Rosenthal applicandovi il metodo freudiano, nonché il primo laboratorio russo di psicologia sperimentale a Kazan’, città nella quale si sarebbe laureato Aleksandr Lurija nel 1921, psicologo che avrebbe dato un grande contributo alla diffusione delle teorie freudiane in Unione Sovietica. Non esiste alcun scritto dal quale si possa chiaramente evincere l’atteggiamento assunto da Bechterev nei confronti della psicoanalisi. Nella sua concezione, trovavano posto i fenomeni inconsci, collegati all’attività dei riflessi, in questo caso , però, le vie di tali riflessi pur trovandosi nel sistema nervoso, non sono influenzate dall’attività dell’individuo, tali riflessi rimangono, pertanto, “inavvertiti”. Anche nell’opera di Ivan M. Sečenov (1829-1905) troviamo considerazioni significative intorno al tema dell’inconscio. Nella sua teoria il fenomeno percettivo si sviluppa a vari livelli di cui alcuni inconsci; ne discende l’illegittimità di ridurre l’attività psichica al solo elemento cosciente. Non si tratta naturalmente di una teoria dell’inconscio, tuttavia queste idee appaiono 7 Vladimir M. Bechterev (1857-1927) fu una delle personalità scientifiche più importanti della Russia. Si incontrava di frequente con lo Zar. Visitò anche Lenin. Autore di oltre 600 articoli e monografie nel campo della anatomia, fisiologia, neurologia, psicologia e psichiatria. L’opera più rilevante Principi generali di riflessologia dell’uomo (1918). Nel 1895 aveva visitato Wundt a Lipsia, poi fu a Parigi da Charcot per perfezionarsi nella tecnica ipnotica. Tale tecnica veniva utilizzata da Bechterev per la psicoterapia nel suo Istituto Psiconeurologico a Pietroburgo, istituto finanziato dal ricco Konstantin Pankjeev, la cui figlia si era suicidata durante una crisi depressiva ed il secondo figlio, Sergej, curato da Bechterev con scarsi risultati, analizzato da Freud, divenne poi famoso come “l’uomo dei lupi”. Conosciamo la lapidaria diagnosi (“paranoia”) formulata nel ’27 subito dopo che il luminare era stato chiamato al Cremlino per visitare Stalin. La notte stessa Bechterev morì. La moglie venne deportata e i tre figli vagarono da un orfanotrofio all’altro.