Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria

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15 qualità dell’esperienza ludica, ma è sicuramente il tratto distintivo più evidente del gioco, della disposizione ludica. Ma il gioco esprime anche un dualismo di fondo: è distanziamento e allontanamento dalla realtà, è una sospensione delle attività della vita ordinaria, è finzione e parodia della realtà, ma è anche imitazione della realtà, un modo per misurarsi con essa e comprenderla. E’ divertimento, euforia, gioia e risata, ma è anche impegno, concentrazione e serietà; è superfluo ma anche necessario; è adattivo e trasgressivo, biologico e culturale; è libertà e improduttività ma è anche vincolo, calcolo, regola e strategia.20 La regola è elemento caratterizzante di ogni tipo di gioco, anche quelli più destrutturati, di puro sfogo motorio, trastullo e improvvisazione: la regola del gioco è nel contempo ferrea e arbitraria, è una regola autoimposta, che il giocatore ha deliberatamente scelto e che, anzi, produce il piacere della sfida di cui il gioco è intriso. La funzione fondamentale del gioco nei processi di sviluppo del bambino è evidenziata da tutti i più recenti studi in materia; in particolare il rapporto esistente tra gioco e apprendimento è stato ampiamente sottolineato dalla pedagogia contemporanea. Il bambino impara a conoscere autonomamente il mondo nel momento in cui inizia a giocare e giocando riesce ad elaborare e superare le proprie ansie, ad accettare le regole del vivere civile e ad aprirsi agli altri. Ma perché il bambino possa crescere psicologicamente in modo sano è necessario che l’adulto possieda qualità di ascolto, presenza affettiva e mentale, libertà e guida; l’educazione familiare e scolastica può infatti modificare la dotazione naturale di sensibilità, intelligenza e creatività del bambino, di conseguenza, il destino del futuro adulto. In particolare il ruolo di accudimento e guida del bambino, che l’adulto svolge per professione, necessita di una solida formazione professionale, ma, ancor più, di una formazione personale, in quanto non vi è alcun orientamento ovvero insegnamento psicologico, pedagogico che possa mettere al riparo dalle proprie immaturità psicologiche, rigidità, nevrosi, storie personali che possono, anche in modo eccessivo, influenzare l’operato perfino degli insegnanti più volenterosi e di considerevole esperienza. 20 P. Braga, Gioco, cultura e formazione, Edizioni Junior, Bergamo, 2005, p.18.

Anteprima della Tesi di Francesca Caroli

Anteprima della tesi: Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesca Caroli Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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