La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Avena Contatta »

Composta da 290 pagine.

 

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Anteprima della tesi: La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno, Pagina 12
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12 divine, le fantasie e gli incubi. Il suo metodo può essere definito “profano” in quanto non considerava i sogni come messaggeri divini, ma come un linguaggio cifrato. In sostanza usava il principio dell’associazione della magia: secondo tale principio l’interpretazione del sogno viene guidata da ciò che gli elementi stessi del racconto del sogno evocano in chi li ascolta. Secondo Macrobio (V secolo d.C.), i sogni si distinguono in tre categorie. In primo luogo c’è il somnium, o sogno simbolico, caratterizzato da un linguaggio enigmatico che deve essere interpretato: si tratta dello stesso tipo di sogno di cui si occuperà anche la celebre Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud (1899), nella quale si riallacciò esplicitamente ai trattati di onirocritica dell’antichità. Segue poi l’oraculum, ovvero l’apparizione di un personaggio che enuncia una profezia sul futuro del sognatore: in questo caso il linguaggio non è enigmatico, ma esplicito e diretto. Per terza viene la visio, ovvero una manifestazione, non mediata dal racconto o dalla profezia di nessuno, di ciò che accadrà al sognatore. In alcuni templi greci, consacrati al mitico Dio dell’arte medica, Esculapio, si curavano le malattie con i sogni. E’ particolarmente famosa Epidauro, che accoglieva un gran numero di visitatori. Questi, dopo aver compiuto riti purificatori e sacrifici preliminari, attendevano il sogno che li avrebbe guariti. Nel “sogno guaritore” sarebbe comparso Esculapio, sotto forma di cane o di serpente. Nel Talmud babilonese, complesso di dottrine ebraiche scritto tra il II e il V secolo a.C., si apprende che a Gerusalemme vi fossero ventiquattro interpreti di sogni; il rabbino Chisda, tra i più importanti interpreti dell’epoca, sosteneva che ogni sogno avesse un significato, salvo quello provocato dal digiuno. Inoltre, un sogno non interpretato era paragonato metaforicamente ad una lettera non letta. Nella religione musulmana, nella Notte Del Destino (610 del mese di ramadan), si racconta di quando a Maometto apparve in sogno l’angelo Gabriele per comunicargli l’investitura ad eletto di Allah. Da tale episodio prese avvio Il Corano. Nell’Induismo molto materiale sui sogni è rinvenibile sul Brhadaranyaka (testo sacro del bramanesimo), con la presenza di due teorie per spiegare le rappresentazioni oniriche: la prima afferma che l’anima viene nutrita dai sogni; la seconda, che l’anima stessa, durante il sonno, abbandona il corpo e s’aggira vagabonda. Nella Bibbia è per mezzo dei sogni che Dio parla agli uomini. In essa si trovano svariate testimonianze di sogni, come quello del Faraone interpretato dal biblico