La Psicoanalisi in Russia: nascita, sviluppo e oblio

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Larissa Sazanovitch Contatta »

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Anteprima della tesi: La Psicoanalisi in Russia: nascita, sviluppo e oblio, Pagina 13
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14 Nel 1921 l’Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse pubblicò un articolo di Osipov : “Sul movimento psicoanalitico di Mosca”, nel quale l’autore ricordava quel periodo: Serbskij era d’accordo con il ruolo dominante dei disturbi sessuali nella eziologia delle nevrosi, non accettava, però, l’uso della parola “sessualità” nell’ampiezza del suo significato, considerando che Freud “sessualizzasse” eccessivamente il mondo. Questo suo pensiero si manifestava anche nei frequenti lapsus. Infatti, Serbskij, che di abitudine pronunciava le parole straniere molto chiaramente, spesso articolava il nome “Freud” nel modo seguente: “Fre-ud”, cioè separatamente, accentuando la sillaba “ud”. La parola russa “ud” ha il significato dei genitali maschili, ma talvolta anche femminili. Adesso questa parola sta scomparendo dall’uso, però negli anni in cui il prof. Serbskij fu studente, la parola “ud” si poteva ancora incontrare nei libri di medicina. Anch’io ho fatto dei lapsus, spesso pronunciando al posto di Freud , “Freund”, ciò manifestava i miei sentimenti di amicizia nei confronti della teoria freudiana. Nel libro di consultazione per gli studenti “Breve terapia delle malattie psichiche” (2° edizione, Moskva, 1911) Serbskij dedicò alcune pagine alla “psicoanalisi freudiana. (“Zur psychoanalytischen Bewegung”, VII, 1921, pp.380-388). Quando nel 1911 lo zar ridusse l’autonomia delle istituzioni universitarie, in segno di protesta molti docenti moscoviti si dimisero dai loro incarichi, fra questi Serbskij che era un monarchico di idee liberali. Per il grande rispetto di cui godeva il professor Serbskij, insieme a lui, abbandonarono la clinica quasi tutti i medici senza distinzione di idee politiche. (Osipov, “Zur psychoanalytischen Bewegung”, Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse ”, VII, 1921, pp.380-388). Le divergenze teoriche sul pansessualismo della teoria freudiana non influenzarono le relazioni interpersonali tra Serbskij e i suoi collaboratori. Serbskij rimase il patron degli analisti moscoviti fino alla sua improvvisa scomparsa avvenuta nel ’17. Per anni, dopo le sue dimissioni dalla clinica, diresse i “Piccoli Venerdì” 8 , voluti da Osipov, ai quali parteciparono professionisti di vari orientamenti e specializzazioni ( psicologia, psichiatria, 8 Il nome riprendeva quello delle cadenze bimensili delle riunioni dei membri medici della Società Neuropatologica e Psichiatrica dell’Università. Anche i “Grandi Venerdì” erano diretti da Serbskij.