La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Sabrina Lunesu Contatta »

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Anteprima della tesi: La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana, Pagina 15
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18 Si segnalano alcune delle tribù Lucumí. − Egbados. Conosciuti come Eggualdo. La loro presenza a Cuba dovette essere importante. − Feé. Provenienti da Ifé, la città sacra degli yoruba. − Eyó. Provenienti dalla vecchia città di Oyó. − Ejibo. È possibile che abbiano introdotto il culto di Oshangiriyan a Cuba. − Ijave. Hanno probabilmente introdotto il culto di Babá-lu-ayé. − Oba. È possibile che introdussero il culto di Obatalá a Cuba. − Ijesha. Conosciuti come Ichesa; è possibile che la tribù chiamata yechas appartenga alla stessa categoria. − Mahín. Entrarono a Cuba come arará magino. Provenivano dal territorio del regno di Mahet, al nord del Dahomey. − Engüey. Nel sottogruppo Arará ci sono anche Agicón, Curvano, Sabalú, ecc. Tutti questi sottogruppi parlano dialetti della sottofamiglia Kwa, che appartiene al ramo Niger-Congo della grande famiglia Congo- Kordofaniano. 2. Gruppo congo Corrisponde a questo gruppo la maggior parte di schiavi sradicata da diverse zone del bacino del Congo. I congo, provenienti dal gruppo bantu, hanno lasciato un segno profondo nella popolazione afrocubana. Il problema per la catalogazione di queste popolazioni è che possediamo diversi nomi di ogni tribù, il cui territorio di riferimento era piuttosto vasto. I bantu hanno costituito a lungo l’elemento predominante della popolazione schiava, e soprattutto per la loro forza fisica e le loro qualità di agricoltori, venivano destinati prevalentemente ai lavori nei campi. Tuttavia, restano poche tracce delle loro religioni. Questo fatto è sicuramente dovuto in parte, al fatto stesso che la vita nei campi rendeva più complicato agli schiavi incontrarsi e ricostruire quindi delle nazioni; in parte, alle caratteristiche intrinseche delle religioni bantu, profondamente legate al culto degli antenati, e al culto di spiriti radicati in luoghi fisici ben determinati (es. fiumi e montagne, difficilmente trasportabili in esilio). Elementi di tradizione congo permangono nella cosiddetta setta mayombé 17 , “subordinata al sistema degli Yoruba soprattutto nella sua forma di mayombé incrociato, e la setta Gangá, incaricata di organizzare i riti funebri dei suoi membri e di invocare gli spiriti dei morti che si trovano negli alberi. Le principali divinità mayombé sono Sarabanda, identificata con san Pietro, Insancio, che scaglia il fulmine (identificato con santa Barbara), Asambiá, il dio supremo, Shola o Asola Aguengue, la Madre delle Acque (identificata con la Vergine della carità), Kisimba (che derviva da Nganga Kisi), identificato con san Francesco d’Assisi” 18 . 17 Chiamata anche “Nganga” o “Palo monte” 18 Bastide, 1970, pp. 138 - 139