Sguardi e oggetti nell'opera di Maurizio Cucchi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Nicolò Canziani Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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Anteprima della Tesi di Nicolò Canziani

Anteprima della tesi: Sguardi e oggetti nell'opera di Maurizio Cucchi, Pagina 5
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5 secondonovecento, non è stata evidentemente recepita dagli irriducibili dell'interpretazione psicanalitica, sempre pronti a scandagliare ed a forzare i testi per ricondurli alla vita dell'autore empirico. Nei confronti di questo atteggiamento di una parte della critica Cucchi nella mia intervista si dimostra piuttosto scettico e ironico: "[...]Mi da fastidio quanto il testo viene interpretato come se chi scrive parlasse in prima persona. A me è capitato di vedere interpretate delle cose mie attribuite ad un personaggio come se fossero cose della mia storia personale.[...]Io invento delle cose, creo delle situazioni e dei personaggi. Chi parla dentro nel testo è un io a cui io ho dato l'incarico di pronunciare il proprio io ma che è un personaggio, quindi può dire quello che gli pare. Mi sembra straordinariamente ingenuo che con tutto quello che è stato scritto e studiato, con tutta la teoria della letteratura che è stata fatta, però si crede ancora che se io dico :"Oggi ho ucciso il mio vicino di casa" ci sia qualcuno che va a chiamare la polizia. [...] Io uso dei personaggi, e questi personaggi possono anche coincidere totalmente nella loro storia con la mia storia personale ma io non voglio mettere in primo piano nessun io forte.[...]". Un'ultima tematica di cui mi sembra significativo parlare è quella che riguarda il viaggio, l'idea di inoltrarsi, di penetrare in spazi ignoti. In Cucchi il viaggio, qualsiasi tipo di viaggio, è un'esperienza profondamente pregnante dal punto di vista emotivo, dal momento che presuppone una dilacerazione, un distaccamento dalle persone amate, e prefigura il trapasso della morte.