La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Sabrina Lunesu Contatta »

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Anteprima della Tesi di Sabrina Lunesu

Anteprima della tesi: La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana, Pagina 7
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10 La nazione yoruba godette di una notevole influenza nell’Africa occidentale. Sotto il dominio del regno di Oyó, gran parte delle tribù yoruba si unificarono, e conobbero momenti di splendore politico e culturale. Nel secolo XVIII cominciò il declino che fu accelerato dalla costante guerra con il Dahomey. Nel 1810 la maggior parte del territorio fu coinvolto in cruente guerre civili. Questa situazione di instabilità favorì i Fulani, uno dei gruppi islamizzati provenienti da nord che stavano avanzando verso sud. Durante il secolo XIX, gli yoruba furono vittime delle incursioni negriere e molti di loro furono catturati come schiavi e venduti sui mercati del nuovo mondo. Il crollo della nazione yoruba in Africa coincidette con l’incremento di importazione di schiavi in certe aree delle Americhe. A Cuba furono portati numerosi schiavi in seguito al successo della coltivazione della canna da zucchero. Il nucleo fondante delle società yoruba era la famiglia nucleare composta da marito, moglie e figli, che occupavano una casa chiamata “ilé te mi”, ossia “la casa che è mia”, all’interno di una casa più grande chiamata semplicemente “ilé”, casa. Molte famiglie imparentate secondo la linea patrilineare costituivano l’ilé. Il patriarca, o babá, aveva autorità su tutto il gruppo che normalmente costituiva una unità economica indipendente e autarchica. L’”agbole” è invece un’estensione della famiglia patrilineare. La maggior parte dei suoi membri viveva in ilé diverse ma tutte vicine, che andavano a costituire una sorta di quartieri. Le case dell’agbole si disponevano intorno ad un patio centrale in cui venivano allevati gli animali domestici. Il capo dell’agbole, oltre ad avere l’autorità sui suoi membri, era anche a capo del culto degli antenati della famiglia. A loro volta, gli agbole, si raggruppavano in quartieri più vasti, unità sociali basate prevalentemente sui rapporti di vicinato e non più sulla parentela. Questi quartieri erano gestiti attraverso degli ufficiali che si occupavano delle faccende amministrative. Al di sopra del capo dell’agbole c’era il capo del villaggio, su questo il capo del distretto 8 , che era responsabile di fronte alla corte. I governanti amministravano la giustizia ed eseguivano le leggi. I re erano assistiti da un consiglio di stato che gestiva le questioni economiche, religiose, militari, giudiziarie e politiche. Questo consiglio controllava direttamente il tesoro, il commercio e la difesa. Esistevano poi società e associazioni che svolgevano dei ruoli particolari. Tra questi gruppi, le più importanti erano quelle degli Ogboni, degli Egungun e di Oro. Gli Ogboni, o anziani, costituivano l’associazione più influente. I suoi membri erano i capi delle famiglie più importanti ed avevano una sede in quasi tutti i villaggi yoruba. Costituivano una oligarchia molto potente sempre disposta a dare consigli ai capi politici delle classi amministrative e giudiziarie. Anche Egungun e Oro erano associazioni molto influenti, ma in questo caso, i fini religiosi erano più rilevanti di quelli politici. Si dedicavano principalmente al culto degli antenati. Nella sfera economica yoruba erano molto frequenti le organizzazioni di categoria: i commercianti, i cacciatori, i fabbri, i quali eleggevano un capo che li rappresentava nel consiglio del popolo. 8 Ogni regno yoruba era diviso in distretti