Corporeità e Apprendimento

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Anna Di Palma Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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Anteprima della Tesi di Anna Di Palma

Anteprima della tesi: Corporeità e Apprendimento, Pagina 7
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8 La relazione con gli altri e con gli oggetti, ottenuta attraverso l‟azione, consente all‟individuo di porsi e di determinare i propri limiti, di affermare i propri bisogni e di realizzare i propri progetti (Giugni, 1986). Embodiment Parlare di corporeità, intesa come l‟insieme delle capacità senso-motorie dell‟organismo che gli consentono di interagire con successo all‟interno del proprio ambiente, vuol dire fare riferimento ad un insieme di saperi che hanno bisogno di dialogare costantemente tra loro attraverso apporti metodologici, scientifici e disciplinari differenti e diversificati rapportandosi al corpo che si ha, ma soprattutto al corpo che si è, al corpo vissuto, al corpo emotivo, al corpo valore, al corpo sentito e pensato. Il corpo, infatti, rappresenta allo stesso tempo un „luogo‟ speciale e generale, proprio e comune, biologico e culturale. Lakoff, parlando di „mente incorporata‟, sostiene che l' embodiment, inteso sia come pratica, per cui noi ‛incarniamo‟ qualcosa quando ne abbiamo esperienza, sia come riflessione sulle sensazioni e le emozioni, (Martha Eddy) rappresenta non solo il rigetto del “dualismo cartesiano”, che definisce il corpo come mera somma di parti senza interiorità, quindi corpo-oggetto, e l‟anima come un essere completamente presente a se stesso senza distanza, ovvero coscienza-oggetto (Gomez Paloma, 2009), ma anche del ritenere che la ragione umana possa essere compresa senza riferirsi ai „dettagli implementativi‟ di fondo mentre quasi tutta la cognizione umana, fino al ragionamento più astratto, dipende e fa uso di strutture concrete e di „basso livello‟, quali il sistema senso-motorio e le emozioni. Il nostro corpo, preso nella sua unità, è ciò che ci introduce al mondo o che ostacola la nostra presenza al mondo. In questo senso ha una valenza soggettiva che non consente di intenderlo né come „strumento‟, né come un „oggetto‟. U. Galimberti (2002) afferma che “il corpo è incompatibile con lo statuto dell‟oggetto perché è costantemente percepito, mentre dall‟oggetto posso anche distogliere l‟attenzione; perché è sempre con me e mai, come l‟oggetto, di fronte a me. L‟oggetto nasce quando, con gli organi del mio corpo, lo vedo, lo tocco, lo ispeziono, per cui il corpo non è oggetto, ma ciò grazie a cui vi sono gli oggetti. Quando tocco un