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Il disturbo non verbale dell’apprendimento. Rapporto con le difficoltà di apprendimento della matematica e della geometria

Negli ultimi decenni si è verificato un notevole incremento degli studi volti a definire modelli di funzionamento sia normale sia patologico e all’individuazione dei fattori critici che caratterizzano i vari disturbi specifici di apprendimento (DSA).
In generale, i DSA possono essere definiti come un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano attraverso significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di capacità quali la lettura, la scrittura, il ragionamento e il calcolo. Tali disordini, che sono intrinseci all’individuo e interessano tutto l’arco della sua vita, si presume siano dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale. Sebbene le difficoltà di apprendimento possano coesistere con altre condizioni di disabilità (impedimenti sensoriali, ritardo mentale, disturbi sociali ed emotivi) o con particolari condizioni ambientali (differenze culturali, istruzione insufficiente o inappropriata) esse non sono il risultato di tali condizioni o delle influenze di queste (NJCLD, 1988).
I bambini e i ragazzi che nel corso della loro carriera scolastica incontrano momenti di particolare difficoltà negli apprendimenti sono numerosi. Le motivazioni alla base di tali difficoltà possono essere molteplici: scarsa motivazione, disattenzione, deficit neuropsicologici di diversa natura. In questa tesi verranno presi in considerazione quei problemi di apprendimento che dipendono dalla presenza di deficit non verbali, in particolare da quelli di natura visuo-spaziale. Tale tipologia di problematiche, ad oggi, non è ancora stata riconosciuta dai principali manuali diagnostici come un vero e proprio DSA, e non di rado capita che per tale motivo venga sottovalutata o confusa con altri disturbi. Ciò nonostante, per via delle numerose ricerche che di recente sono state condotte e che continuano ad essere svolte in quest’ambito, si sta via via progredendo verso una sempre maggiore consapevolezza di quello che viene chiamato “Disturbo Non Verbale dell’Apprendimento” (DANV).
Nel corso di questo elaborato, verrà dapprima delineato il “percorso storico” che ha portato all’identificazione dell’esistenza di tale quadro, passando dalla cosiddetta “Sindrome Non Verbale” (SNV) identificata da Rourke (1989), al DANV vero e proprio per come lo si intende oggi. In questa prima parte verrà fornito un inquadramento teorico sulle caratteristiche cliniche di tali individui, mettendo in luce il loro profilo neuropsicologico e comportamentale, con le loro risorse e i loro deficit, e cercando poi di raccogliere quelli che, alla luce dei molti studi effettuati, possono essere considerati i criteri diagnostici per il riconoscimento di tale disturbo. Successivamente, dopo aver fornito una panoramica di quelli che sono i principali modelli riguardo la strutturazione ed il funzionamento della Memoria di Lavoro (MdL), verrà analizzata in particolare l’architettura di una sua sotto-componente, la Memoria di Lavoro Visuo-Spaziale (MLVS), la quale risulta essere selettivamente compromessa in tali individui, riportando anche numerosi studi a dimostrazione dell’effettivo rapporto tra DANV e MLVS. Si proseguirà poi analizzando quali implicazioni tale compromissione produce sul piano pratico, con particolare riferimento all’ambito degli apprendimenti scolastici, e focalizzando il discorso soprattutto sulle evidenti e significative difficoltà che i bambini affetti da tale problematica riscontrano nell’acquisizione delle abilità matematiche e geometriche. Infine, l’ultima parte del lavoro sarà dedicata all’intervento: verranno riportate le più importanti proposte per il trattamento riabilitativo presenti sul territorio nazionale, nonché indicate le strategie didattiche ritenute maggiormente efficaci nel produrre dei progressi in queste particolari aree di apprendimento, e in generale per migliorare la qualità della vita di queste persone.

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4 INTRODUZIONE Negli ultimi decenni si è verificato un notevole incremento degli studi volti a definire modelli di funzionamento sia normale sia patologico e all’individuazione dei fattori critici che caratterizzano i vari disturbi specifici di apprendimento (DSA). In generale, i DSA possono essere definiti come un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano attraverso significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di capacità quali la lettura, la scrittura, il ragionamento e il calcolo. Tali disordini, che sono intrinseci all’individuo e interessano tutto l’arco della sua vita, si presume siano dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale. Sebbene le difficoltà di apprendimento possano coesistere con altre condizioni di disabilità (impedimenti sensoriali, ritardo mentale, disturbi sociali ed emotivi) o con particolari condizioni ambientali (differenze culturali, istruzione insufficiente o inappropriata) esse non sono il risultato di tali condizioni o delle influenze di queste (NJCLD, 1988). I bambini e i ragazzi che nel corso della loro carriera scolastica incontrano momenti di particolare difficoltà negli apprendimenti sono numerosi. Le motivazioni alla base di tali difficoltà possono essere molteplici: scarsa motivazione, disattenzione, deficit neuropsicologici di diversa natura. In questa tesi verranno presi in considerazione quei problemi di apprendimento che dipendono dalla presenza di deficit non verbali, in particolare da quelli di natura visuo-spaziale. Tale tipologia di problematiche, ad oggi, non è ancora stata riconosciuta dai principali manuali diagnostici come un vero e proprio DSA, e non di rado capita che per tale motivo venga sottovalutata o confusa con altri disturbi. Ciò nonostante, per via delle numerose ricerche che di recente sono state condotte e che continuano ad essere svolte in quest’ambito, si sta via via progredendo

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giulia Balletto Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.