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Le SPAC: uno strumento finanziario a disposizione delle PMI italiane per affrontare la crisi da Covid-19

L’obiettivo dell’elaborato è quello di fornire una trattazione analitica completa sul fenomeno delle SPAC (o Special Purpose Acquisition Company), le cui origini risalgono agli anni Ottanta del secolo scorso, quando sui mercati dei capitali degli Stati Uniti comparvero per la prima volta particolari società veicolo prive di altri asset, le Blank Check Company (antenate delle moderne SPAC). La funzione principale della SPAC è quella di raccogliere risorse mediante un’offerta pubblica di acquisto (o IPO) che le consentano di acquisire un’azienda privata (individuata precedentemente dai promoter e previo assenso dei soci in sede di delibera assembleare), alla quale viene altresì conferito lo status di società privata. Dopo aver presentato un excursus storico teso ad evidenziare l’evoluzione giuridico-normativa delle SPAC, si è provveduto a delineare un ampio quadro teorico nel quale vengono approfonditi tutti i principali aspetti funzionali che governano il meccanismo della SPAC, dal processo di IPO alla business combination, passando per i principali attori in gioco (promoter, investitori, società target). Il nostro focus si sposta poi sull’esperienza nazionale, la quale viene caratterizzata da un quadro normativo per certi versi ancora nebuloso e confusionario, le cui lacune e particolarità hanno contribuito alla nascita di un modello italiano distinguibile di SPAC. I concetti teorici passati in rassegna sono stati successivamente applicati a due casi concreti di SPAC di diritto italiano, ALP.I e Spactiv, le cui business combination hanno avuto esiti completamente diversi. Detto ciò, con il presente lavoro si è cercato di mettere in pratica quanto discusso sul tema della SPAC all’interno dell’attuale contesto di crisi economica scaturita dalla pandemia di Covid-19, la quale ha coinvolto l’intero tessuto imprenditoriale italiano e, in particolar modo, le PMI. Le piccole imprese, le quali erano già precedentemente affette da gravi fragilità strutturali, hanno dovuto fronteggiare blocchi inaspettati della produzione e violente crisi di liquidità che le hanno spinte a cercare strumenti innovativi al fine di soddisfare, dapprima, il crescente fabbisogno di cassa e, poi, di porre solide basi per la costruzione di un sistema produttivo nel quale esse possano essere maggiormente indipendenti dagli istituti di credito e la cui struttura finanziaria sia gravata in misura minore dal peso del capitale di debito. A tal riguardo, si dimostra, facendo riferimento ad esempi concreti e a potenziali nuovi scenari di utilizzo futuro dello strumento, che la SPAC possiede tutte le carte in regola per poter assolvere ai complicati compiti risanatori assegnatole, consentendo alle imprese di aprirsi ai mercati dei capitali e fornendo ampio supporto in ambito operativo e strategico.

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7 Introduzione Alla base del presente elaborato vi è la volontà di analizzare in modo accurato e puntuale un fenomeno che affonda le proprie radici negli Stati Uniti a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso e che, recentemente, ha attirato anche l’interesse degli investitori e degli esperti di finanza europei: stiamo parlando delle Special Purpose Acquisition Company (o SPAC). Si tratta di società veicolo fondate da alcuni promoter che svolgono il compito di raccogliere risorse finanziarie presso il pubblico degli investitori mediante un’offerta pubblica iniziale (IPO), la quale, contestualmente, attribuisce loro lo status di società quotate. Il fine ultimo dei promoter è quello di individuare una società target, la cui scelta verrà messa al vaglio degli investitori in sede assembleare e, nel caso in cui la maggioranza esprima il proprio voto a favore, l’operazione di fusione tra le due entità (o business combination) potrà dirsi completata. Pertanto, la società target acquisirà gli asset (prevalentemente cassa) di proprietà della SPAC e si troverà ad essere quotata direttamente sul mercato dei capitali, senza dover incorrere nelle procedure lunghe, farraginose ed economicamente onerose legate al classico metodo di quotazione dell’IPO. Le principali motivazioni che mi hanno orientato a scegliere questo tema si ricollegano al forte interesse che nutro, fin dall’avvio del mio percorso universitario, verso strumenti finanziari alternativi che possano, da un lato, garantire interessanti rendimenti agli investitori e, dall’altro lato, andare incontro alle esigenze finanziarie delle imprese di ridotte dimensioni (quali PMI o start-up) durante il loro percorso di crescita. In più, l’ampia esposizione mediatica a cui sono state sottoposte le SPAC (a maggior ragione nell’ultimo biennio di grande boom del fenomeno), mi ha stimolato, dapprima, a documentarmi in maniera sommaria, e, successivamente, il crescente interesse verso tale strumento ha fortemente influenzato la mia decisione di condurre uno studio approfondito sull’argomento. L’obiettivo di questo lavoro è, innanzitutto, quello di offrire ai lettori una trattazione quanto mai completa sull’intero universo delle SPAC (italiane e statunitensi), illustrandone la struttura e il funzionamento economico, giuridico e finanziario. La componente teorica viene articolata mediante l’applicazione di un metodo di ricerca con il quale vengono selezionati vari contributi tratti dalla sconfinata letteratura accademica e integrata con i dati

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Locantro
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2021-22
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Marina Damilano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

pmi italiane
spac
covid
strumento finanziario alternativo

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