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Saragat: 'La proprietà di Suez ci lascia indifferenti'

6 agosto 1956

Il vicepresidente del consiglio Giuseppe Saragat scrive su "La Giustizia", in merito alla nazionalizzazione del Canale di Suez, un articolo dai toni forti in cui si afferma che «la profonda simpatia che nutriamo per l'emancipazione del mondo arabo non ci impedisce di constatare che il gesto compiuto dal Presidente Nasser è inammissibile [...] pericoloso e inutile. [...] Nasser non può pretendere di essere l'unico giudice in una materia che riguarda, invece, tutte le Nazioni interessate». Saragat ribadisce poi con forza la distinzione tra proprietà del Canale, «che ci lascia assolutamente indifferenti», e gestione del Canale, cui l'Italia guarda con apprensione in quanto «minacciata nei suoi interessi quanto e forse più dell'Inghilterra e della Francia». Come valutare questo intervento del vice-presidente del Consiglio? Chi parla è il governo nel suo complesso, come ritiene il Corriere della Sera, oppure vi è il «dissenso più aperto» tra Martino e Saragat, come afferma L'Unità? Non è facile dirlo. Potrebbe trattarsi di un comodo gioco delle parti in cui si fa lanciare il sasso da qualcuno che parla a titolo personale - l'articolo di Saragat è peraltro anonimo - per mandare un segnale cifrato all'Egitto senza prendere posizione ufficiale; potrebbe anche trattarsi di una mossa del solo Saragat che il governo non riconosce - del resto, tutte le successive dichiarazioni di Palazzo Chigi o di Martino non avranno mai il tono usato da Saragat, anche se ne faranno propri alcuni punti di vista.

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