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Carlos lo Sciacallo sequestra i ministri dell'Opec

21 dicembre 1975

Un commando, guidato dal terrorista noto con il nome di Carlos, sequestra gli undici ministri dell'OPEC riuniti a Vienna. Il programma iniziale dell'azione consiste nel costringere tutti i ministri presenti a fare una dichiarazione in cui rifiutano qualsiasi trattativa con Israele e ottenere un aereo per uscire dall'Austria. Meta finale dei terroristi dovrebbe essere Aden, nello Yemen, dove i ministri sarebbero liberati, fatta eccezione per i ministri saudita e iraniano, i quali invece saranno uccisi. Nella realtà i fatti non si svolgeranno in questo modo. Dopo essere atterrato ad Algeri, dove vengono liberati alcuni ostaggi, l'aereo fa rotta verso la Libia, dove il commando dovrebbe trovare un aereo più grande che gli permetterebbe di raggiungere Baghdad. In Libia però gli attentatori non vedono le loro richieste soddisfatte e vengono a conoscenza del fatto che Baghdad ha rifiutato l'atterraggio dell'aereo. Il comando deve far ritorno ad Algeri, dove, dopo lunghe trattative, viene raggiunto un accordo: venti milioni di dollari in cambio dei due ministri saudita e iraniano, rimasti ancora nelle mani dei terroristi. L'accordo viene concluso e i ministri liberati.

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