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Sventata una strage al tribunale di Trento

19 gennaio 1971

Viene rinvenuta una bomba nascosta in una sacca davanti al tribunale dove sono in programma il processo a due operai e una manifestazione studentesca di solidarietà. Dopo più di un anno e mezzo dall'episodio, "Lotta Continua" rivelerà che i mandanti della tentata strage vanno cercati nelle forze di polizia. Il quotidiano dichiara che «la bomba era stata fatta collocare dalla polizia di Trento, per provocare una strage di compagni in modo tale da attribuirne la diretta responsabilità alla stessa sinistra extraparlamentare». Le accuse coinvolgono il commissario Saverio Molino. Il giornale rivela l'esistenza di un rapporto segreto del Sid che documenterebbe «in modo clamoroso le responsabilità poliziesche nel criminale attentato». In tale rapporto sarebbe scritto che «l'inchiesta era stata condotta fino al punto che ci si era resi conto che l'attentato era stato organizzato da "altro organo di polizia", per cui si era ritenuto opportuno interrompere le indagini». "Lotta Continua" rivela di aver ottenuto anche la confessione del giovane che avrebbe collocato la bomba per conto della polizia. Si tratta di Sergio Zani (il giornale fornisce delle iniziali erronee D.Z.), definito un «giovane provocatore».

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