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Via libera del governo alla creazione di Enimont

24 febbraio 1988

Il ministro delle Partecipazioni Statali Luigi Granelli (Dc) autorizza l'Eni a trattare il progetto di fusione con la Montedison. L'obiettivo di questa fusione è una joint venture che riunisce le rispettive presenze nella chimica (tranne Himont ed Erbamont che restano sotto il controllo della società di Foro Buonaparte) con la conseguente creazione di un colosso chimico di almeno 12.000 miliardi di lire in cui i due gruppi avranno quote paritarie e si divideranno equamente la gestione. L'operazione si avvale inoltre del sostegno di Mediobanca e in essa possono partecipare altre società private, straniere comprese.
Questo progetto dovrebbe essere il capitolo finale di una razionalizzazione della chimica avviata dal 1981 con la cessione di alcuni impianti della Montedison all'Eni (allo scopo di una più equa distribuzione dei compiti in modo da eliminare qualsiasi sovrapposizione), razionalizzazione che comunque non è mai stata portata a termine, con il risultato che vi sono sovrapposizioni nelle fibre acriliche (Montefibre, Enifibre, Sniafibre), nei fertilizzanti (Anic e Agrimont) e nelle gomme (Enichem elastomeri e Dutral). In definitiva il progetto su cui si sta lavorando è semplicemente quello di completare la prima fase della ristrutturazione, quella che già dal 1983 prevedeva di eliminare i doppioni e di lasciare un solo produttore in grado di affrontare la concorrenza internazionale.

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