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Togliatti apre i lavori dell'VIII congresso del Pci

8 dicembre 1956

Il Partito comunista italiano apre i lavori del suo VIII Congresso nazionale nei saloni del palazzo dei congressi dell'Eur, a Roma. Sono presenti 1.058 delegati, eletti dai 2.035.353 iscritti, più 181 delegati della Fgci; partecipavano inoltre 1.500 invitati e numerose delegazioni inviate dai più importanti partiti comunisti del mondo, rappresentati ai massimi livelli.
Un ampio rapporto di Togliatti apre i lavori. Il segretario del Pci si trova a dover fare i conti con diversi problemi: le crisi e le prospettive dei regimi del blocco dell'Est; il rapporto tra l'Urss e i comunisti italiani; le forme nuove dello sviluppo, politico ed economico, del capitalismo nell'occidente europeo; l'unità e la compattezza del partito.
Il suo discorso inizia con l'analisi della situazione internazionale. Denuncia il ritorno aggressivo dell'imperialismo e la ripresa della guerra fredda e riconosce che gli «errati indirizzi politici seguiti nella costruzione di una società socialista» sono stati, per i comunisti italiani, «il fatto più importante» per spiegare ciò che in Ungheria è accaduto. Sottolinea il momento di difficoltà del movimento comunista, ammettendo che «la imitazione servile» del modello sovietico, «errata in linea di principio, doveva rivelarsi dannosa nella pratica» ed ha dato luogo, sia in Polonia che in Ungheria, a «difficoltà superflue, asprezze e squilibri pesanti».
Togliatti conferma il «merito storico» avuto dall'Urss nella realizzazione della prima rivoluzione socialista e rivendica i grandi successi e la superiorità di quel sistema sociale, affermando: «Il posto che l'Unione Sovietica e il partito che la dirige occupa nel mondo socialista, di cui è l'asse e la forza suprema, è una realtà determinatasi storicamente e che non si può distruggere. Non vi è né Stato guida, né partito guida. La guida sono i nostri principi, gli interessi della classe operaia e del popolo italiano, la difesa permanente della pace e dell'indipendenza della nazione, i doveri della solidarietà internazionale. Seguendo questa guida, noi batteremo una strada del tutto nostra, che l'esempio e le esperienze dell'opera da titani che è stata compiuta e si compie nell'Unione Sovietica continueranno a illuminare».
Togliatti sottolinea che in Italia sono urgenti alcune trasformazioni strutturali, quali l'inizio di una riforma agraria generale, la nazionalizzazione dell'energia elettrica, l'attuazione dell'ordinamento regionale, l'introduzione di un sistema di assicurazioni sociali, la difesa dei livelli di occupazione: tutto questo deve compiersi, così come l'obiettivo della instaurazione del socialismo, nel quadro democratico-parlamentare, dentro gli ambiti previsti dalla Costituzione repubblicana.

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