Cronologia

Cerca nel database degli eventi: Ricerca libera | Cerca per anno

gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28

Risoluzione europea sulla discriminazione degli omosessuali

8 febbraio 1994

Il Parlamento Europeo approva la «Risoluzione sulla parità di diritti per gli omosessuali nella Comunità».
Nell'ambito delle "Considerazioni generali", tale risoluzione ribadisce la convinzione che tutti i cittadini debbano ricevere lo stesso trattamento e che, pertanto, la Comunità Europea abbia il dovere di dare realizzazione al principio della parità di trattamento delle persone indipendentemente dalle loro tendenze sessuali. Inoltre, il Parlamento europeo sottolinea la convinzione che la tutela dei diritti dell'uomo debba trovare più efficace espressione nei trattati comunitari e invita per tanto le istituzioni della comunità a predisporre la creazione di un organismo europeo che possa garantire l'attuazione della parità di trattamento senza distinzione di nazionalità, convinzioni religiose, colore della pelle, sesso, tendenza sessuale o altre caratteristiche. Quest'ultimo passo è estremamente importante perché per la prima volta viene riconosciuto che le tendenze sessuali rientrano tra i possibili fattori discriminanti da combattere ed eliminare.
La Risoluzione rivolgendosi poi agli Stati Membri li invita ad abolire tutte le disposizioni di legge che criminalizzano e discriminano i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso e chiede che i limiti d'età per il consenso all'atto sessuale stabiliti a fini di salvaguardia siano uguali per i rapporti omosessuali e per quelli eterosessuali.
L'aspetto più importante e di maggiore rilevanza concernente questa risoluzione risiede però nelle richieste alla Commissione a cui il Parlamento chiede di presentare una Raccomandazione sulla parità di diritti per gli omosessuali la cui base di partenza deve essere la parità di trattamento per tutti i cittadini comunitari indipendentemente dal loro orientamento sessuale e la fine di ogni discriminazione giuridica fondata sull'orientamento sessuale. In particolare tre sono gli scopi principali che il parlamento si prefigge di raggiungere con questa Raccomandazione:
1. Porre fine ai diversi e discriminatori limiti d'età per il consenso dell'atto sessuale a seconda che sia compiuto da un omosessuale o da un eterosessuale.
2. Porre fine agli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali e di conseguenza eliminare gli impedimenti per la creazione di un istituto giuridico equivalente che garantisca pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consenta la registrazione delle unioni.
3. Porre fine a qualsiasi limitazione del diritto degli omosessuali di essere genitori ovvero di adottare o avere in affidamento dei bambini.

Tra parentesi è indicato il numero di tesi correlate



Evento precedente

Il Trattato di Maastricht
  Evento successivo

La dolce vita scatena le polemiche