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Mussolini si avvicina alla Germania

14 maggio 1938

Il primo clamoroso segno di quanto, contrariamente alle apparenze, la visita di Hitler abbia inciso sulla politica estera italiana è il discorso pronunciato da Mussolini a Genova cinque giorni dopo la partenza di Hitler.
Mussolini ha preparato il testo di questo discorso con cura; come narra Ciano, esso deve servire a puntualizzare la posizione dell'Italia dopo la visita del Fuhrer: il discorso è strutturato in modo da avere una posizione più fredda, ma - almeno ufficialmente, per non allarmare Londra - non ostile verso i francesi, e una più aperta verso la Germania.
Ma, colpo di scena, salito sul podio, il Duce pronuncia praticamente un altro discorso: molto più chiuso verso la Francia («Voi mi consentirete di essere circospetto per quanto concerne le conversazioni con la Francia perché esse sono già in corso. Non so se arriveranno ad una conclusione, anche perché, in un fatto estremamente attuale, cioè la guerra di Spagna, noi siamo sui lati opposti della barricata»); più impegnativo verso la Germania («La collaborazione tra le due rivoluzioni destinate a dare l'impronta a questo secolo, non può che essere feconda [...] le parole pronunciate la notte del 7 maggio a Palazzo Venezia [...] sono qualche cosa di solenne e di definitivo nella storia»); scortese verso il Regno Unito («L'ultimo discorso pronunciato dal Primo Ministro inglese è un tentativo di uscire dal ginepraio dei luoghi comuni e riconoscere in tutta la sua maestà e la sua forza questa che è la nostra Italia, l'Italia del fascismo e delle camicie nere. L'accordo fra Londra e Roma è l'accordo di due imperi, e si estende dal Mediterraneo al Mar Rosso, all'Oceano Indiano").
I nazisti, ufficialmente, non proferiscono parola; è però significativo che i negoziati economici tra i due paesi, che sino ad ora sono andati a rilento, giungano rapidamente in porto.

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