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Molotov presenta una bozza del patto di non aggressione

19 agosto 1939

L'ambasciatore tedesco a Mosca Schulenburg ha due importanti conversazioni con Molotov, delle quali metterà al corrente dettagliatamente Ribbentrop.
Il primo colloquio fra l'ambasciatore tedesco e il ministro sovietico non porta sostanziali novità, ma nella seconda conversazione, appena due ore dopo, Molotov, probabilmente in seguito ad un diretto intervento da parte di Stalin, si mostra molto più disponibile e dichiara che Ribbentrop potrà arrivare a Mosca il 26 o, al massimo, 27 agosto per firmare il patto di non aggressione, di cui consegna una bozza a Schulenburg.
Il trattato si basa sul modello di quelli già conclusi dall'Unione Sovietica con gli stati baltici, tuttavia se ne differenziava per un importante particolare: manca la clausola secondo la quale uno dei firmatari può denunciare il trattato stesso se l'altro contraente commette un'aggressione contro un terzo stato; non può essere una dimenticanza, evidentemente il governo sovietico si propone di trarre vantaggi dalla politica estera espansionista della Germania.
Il patto sarà integrato da un protocollo (eventualmente segreto) che tratti il problema della Polonia, degli stati baltici e l'atteggiamento del Giappone. L'eventuale mancato accordo su questo protocollo invaliderebbe il patto stesso.

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