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Il Congresso Usa approva il Trade Expansion Act

11 ottobre 1962

Il Trade Expansion Act conquista l'approvazione del Congresso degli Stati Uniti. Il presidente statunitense si vede concessa l'autorità di ridurre le tariffe doganali di circa il 50% nel commercio con l'estero, anche se la riduzione prevista per quanto riguarda il commercio con il Mercato Comune Europeo può essere ben maggiore.
Sebbene Kennedy all'atto della firma della legge dichiari che il Trade Expansion Act ha il principale merito di sottolineare l'inefficacia delle misure protezionistiche e che «la migliore protezione possibile è rappresentata da un reciproco abbassamento delle barriere tariffarie tra le nazioni amiche, in modo che tutti possano beneficiare di un libero flusso dei beni», lo stesso Presidente non nega di puntare al coinvolgimento del mercato europeo nel lavoro di risanamento dell'economia americana con lo scopo di risollevare le sorti del suo paese, come del resto non ha certo tentato di nascondere nei mesi precedenti: «I nostri uomini d'affari, lavoratori e contadini hanno la necessità di confrontarsi con nuovi mercati, e il mercato con il maggior tasso di crescita attualmente nel mondo è il Mercato Comune Europeo».
In sostanza, il Trade Expansion Act conferma la tradizionale strategia economica americana, che conta in un'espansione del commercio per risolvere i problemi sia di natura interna sia estera.

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