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Il governo indonesiano chiude tre settimanali

21 giugno 1994

Si verifica un fatto che interrompe bruscamente la politica di apertura del governo indonesiano: con un annuncio del direttore generale del ministero dell'Informazione, sono ritirate le licenze ai settimanali Tempo, Detik e Editor. Il settimanale Tempo, che già in passato ha subito le pressioni della censura del regime ed è stato chiuso due volte, è accusato di aver violato l'etica giornalistica creando di proposito, attraverso le sue pubblicazioni, un grave conflitto tra il ministro della Ricerca e della Tecnologia e il ministro delle Finanze, in relazione all'acquisto contestato di 39 navi da guerra dalla Marina dell'ex Germania dell'Est; Editor, secondo le autorità, non ha rispettato i termini di registrazione, mentre sul settimanale Detik grava l'accusa di aver pubblicato servizi su temi politici e d'attualità, contravvenendo alla licenza che contempla la sola pubblicazione di fatti di cronaca.
Molto più probabilmente la decisione delle autorità è da ricondurre all'acceso atteggiamento critico delle pubblicazioni nei confronti del governo e degli affari di famiglia del presidente Suharto.
La chiusura dei tre settimanali sbalordisce molti esponenti della classe media che hanno accolto con grande entusiasmo la politica di apertura promossa dal regime. La maggior parte degli analisti, però, ha espresso già da tempo il suo scetticismo nei confronti del nuovo corso: la chiusura dei giornali conferma la contraddizione esistente fra le politiche promosse dal governo e le sue azioni.
Molti osservatori si trovano d'accordo nell'affermare che simili azioni nel contesto socio-politico degli ultimi anni possono apparire insolite, ma se relazionate al sistema politico che caratterizza il paese da quasi trent'anni non possono che essere considerate una prassi.

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