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Mattei incontra il consigliere di Kennedy in politica estera

10 marzo 1961

William Averell Harriman, già ambasciatore a Mosca e consigliere personale di Kennedy in politica estera, incontra il presidente dell'Eni Enrico Mattei all'hotel Excelsior di Roma. L'incontro convince l'emissario americano che gran parte delle polemiche "antiatlantiche" sollevate da Mattei siano ricomponibili, essendo fondate principalmente su problemi di orgoglio nazionale e personale. Mattei fuga inoltre ogni dubbio circa la presenza di un valore politico celato dietro l'accordo economico coi sovietici, così come sull'esistenza di una sua volontà di "turbare" il sistema politico italiano, due punti cui naturalmente gli americani tengono molto.
Da questo momento in entrambe le parti, soprattutto in quella americana, si fa strada la sensazione che si raggiungerà un accordo che permetterà a Mattei di inserire la sua Eni nel novero delle grandi società petrolifere mondiali e agli Usa di inquadrare il Mattei "politico", che è poi l'unico che li ha da sempre preoccupati, ben più del Mattei imprenditore. Se infatti a Washington si è giunti alla conclusione che sia opportuno scendere a patti, il motivo non risiede certo nel timore che l'Eni minacci il dominio delle seven sisters. La ragione prima della volontà statunitense di accordarsi con Mattei va invece ricercata nel peso politico che questi ha nel nostro sistema, e nel rischio che ne faccia un uso "sconveniente" in ottica atlantica.

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