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Analisi psicodinamica delle situazioni di lavoro: uno studio di caso presso un ospedale della provincia di Bergamo

Introduzione
Il fenomeno della globalizzazione e quello della costruzione dell’Unione Europea hanno accelerato l’evoluzione delle imprese e delle società. I rapidi cambiamenti tecnici ed organizzativi ai quali assistiamo oggi, tanto nell’industria, come nei servizi e nel commercio, influenzano profondamente le forme ed i contenuti delle attività di lavoro. Essi provocano una serie di cambiamenti nella relazione tra i lavoratori ed il loro lavoro, oltre che nel loro ambiente di lavoro.
Questi mutamenti possono portare con sé una dinamica di piacere, ma possono anche provocare tensioni ed angosce, che li possono rendere fonte di sofferenza.
Nessuno s’impegna in un’attività professionale senza portare con sé una serie di speranze e di attese. La posta in gioco è importante, poiché il lavoro è uno degli ambiti nei quali si gioca la costruzione della salute fisica e mentale. Gli esseri umani investono dunque molto in questo settore della loro vita, spontaneamente, ma si debbono anche confrontare con le prove della realtà.
Questa tesi nasce dall’osservazione che, nella maggior parte dei casi, la psicoanalisi ed il mondo del lavoro si comportano come se uno ignorasse tutto dell’altro. Quanto accade nel mondo del lavoro non sembra interessare molto agli psicoanalisti, concentrati sull’esame dei processi interni agli individui. Del resto, il mondo del lavoro, nelle sue molteplici manifestazioni, ha sempre guardato alla psicoanalisi con sospetto, preferendo adottare, per interpretare i processi che avvenivano al suo interno, teorie meno complesse e problematiche, più rapide negli effetti delle loro applicazioni. Anche quando l’incontro tra mondo del lavoro e mondo della psiche, tra “lavoro interno” e “lavoro esterno”, è stato tentato, esso si è rivolto soprattutto all’analisi delle strutture di personalità dei singoli, o delle caratteristiche delle organizzazioni, toccando poco i rapporti tra i lavoratori con il loro compito e tra loro.
L’analisi psicodinamica delle situazioni di lavoro nasce, in Francia, negli anni ’80 del secolo scorso, proprio come tentativo di ricostruzione dei rapporti esistenti tra ambito psichico, interno al soggetto, ed ambito del lavoro, esterno e – in molti casi – eterodiretto.
Assumendo un modello dell’uomo ispirato alle teorie filosofiche dell’azione ed all’antropologia psicoanalitica, la psicodinamica del lavoro si presenta come una teoria originale ed interessante dell’uomo e della società nella quale egli vive. I-noltre, si propone anche come una pratica di ricerca—intervento adatta alla costruzione di un’organizzazione del lavoro che riduca il più possibile gli scarti – inevitabili ed ineliminabili - tra desiderio dei soggetti ed obblighi delle organizzazioni.
Dopo una presentazione delle basi filosofiche della teoria, la tesi si sviluppa ricostruendo la storia della teoria ed analizzandone i concetti fondamentali (sofferenza, strategie di difesa, collettivo di lavoro, collettivo di difesa), in un dialogo costante con la teoria psicoanalitica e con la teoria dell’azione, nella versione di Hannah Arendt e di Jurgen Habermas.
Nel tentativo di verificare alcune delle ipotesi avanzate dalla teoria, è stata effettuata una ricerca-intervento presso due reparti di Medicina Generale di un piccolo ospedale della provincia di Bergamo. Dopo aver discusso alcune delle ricerche eseguite in altri paesi (Francia e Canada, in particolare) in strutture simili, la tesi presenta e discute la metodologia adottata ed i risultati ottenuti.

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5 Introduzione Il fenomeno della globalizzazione e quello della costruzione dell’Unione Europea hanno accelerato l’evoluzione delle imprese e delle società. I rapidi cambiamenti tecnici ed organizzativi ai quali assistiamo oggi, tanto nell’industria, come nei servizi e nel commercio, influenzano profondamente le forme ed i contenuti delle attività di lavoro. Essi provocano una serie di cambiamenti nella relazione tra i lavoratori ed il loro lavoro, oltre che nel loro ambiente di lavoro. Questi mutamenti possono portare con sé una dinamica di piacere, ma possono anche provocare tensioni ed angosce, che li possono rendere fonte di sofferenza. Nessuno s’impegna in un’attività professionale senza portare con sé una serie di speranze e di attese. La posta in gioco è importante, poiché il lavoro è uno degli ambiti nei quali si gioca la costruzione della salute fisica e mentale. Gli esseri umani investono dunque molto in questo settore della loro vita, spontaneamente, ma si debbono anche confrontare con le prove della realtà. Questa tesi nasce dall’osservazione che, nella maggior parte dei casi, la psicoa- nalisi ed il mondo del lavoro si comportano come se uno ignorasse tutto dell’altro. Quanto accade nel mondo del lavoro non sembra interessare molto agli psicoanalisti, concentrati sull’esame dei processi interni agli individui. Del resto, il mondo del lavoro, nelle sue molteplici manifestazioni, ha sempre guardato alla psicoanalisi con sospetto, preferendo adottare, per interpretare i processi che av- venivano al suo interno, teorie meno complesse e problematiche, più rapide negli effetti delle loro applicazioni. Anche quando l’incontro tra mondo del lavoro e mondo della psiche, tra “lavoro interno” e “lavoro esterno”, è stato tentato, esso si è rivolto soprattutto all’analisi delle strutture di personalità dei singoli, o delle caratteristiche delle organizzazioni, toccando poco i rapporti tra i lavoratori con il loro compito e tra loro. L’analisi psicodinamica delle situazioni di lavoro nasce, in Francia, negli anni ’80 del secolo scorso, proprio come tentativo di ricostruzione dei rapporti esi- stenti tra ambito psichico, interno al soggetto, ed ambito del lavoro, esterno e – in

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Guglielmo Rottigni Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.