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Il lavoro sportivo

Il rapporto tra atleti ed associazioni sportive analizzato nei sui profili storico sistematici

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INTRODUZIONE Una volta Mohamedd Alì riferendosi alla sua attività pugilistica ebbe modo di dichiarare :” E’ un lavoro è basta .L’erba cresce , gli uccelli volano , le onde si infrangono sulla sabbia . Io butto al tappeto le persone”. Il sociologo Loic Wacquant in forma più esplicativa meno immaginifica scrive:” sono poche le pratiche in cui l’espressione pagare di persona ha un senso più forte che nella boxe .Più di ogni altro sport , il felice sviluppo di una carriera , soprattutto professionale, presuppone una rigorosa gestione del corpo , una cura meticolosa di ciascuna delle sue parti , un’attenzione continua sul ring e fuori dal ring , al suo buon funzionamento e alla sua protezione .Detto altrimenti un rapporto estremamente efficiente per non dire di razionalità manageriale con il capitale specifico , rappresentato dalle sue risorse fisiche .Questo perché il corpo del pugile è contemporaneamente il suo strumento di lavoro , arma di attacco e scudo di difesa , è il bersaglio del suo avversario.” 1 Il filosofo Ortega Y Gasset osserva :” lo sport è uno sforzo che non nasce da una imposizione , ma rappresenta un impulso liberissimo e generoso della potenza vitale , uno sforzo lussuoso che si profonde a piene mani senza speranza di ricompensa , (…) non è possibile sottometterlo all’unità di peso e misura , che regola l’usuale remunerazione del lavoro.” 2 L’immaginario collettivo rifiuta la identità sportivo-lavoratore; il mito fondativo dello sport pone l’accento sulla spontaneità , la semplicità , l’improvvisazione , la bellezza estetica del gesto sportivo ; ogni tentativo di associarlo con il lavoro , l’organizzazione , la disciplina “industriale” , al 1 L.WACQUANT,Anima e corpo la fabbrica dei pugili nel ghetto nero americano , Derive Approdi,2000, pag.113.Lo studioso con metodo dell’osservazione partecipante per tre anni in qualità di atleta ha condotto “la vita “ da pugile frequentando assiduamente un gym( palestra ). Riferendosi alla sua esperienza afferma :”Spesso si paragonano i pugili agli artisti ma un’analogia più corretta guarderebbe al mondo della fabbrica o alla bottega artigiana , perché la nobile arte assomiglia in tutto e per tutto ad un mestiere manuale qualificato .Gli stessi pugili professionisti percepiscono il proprio allenamento come un lavoro ed il proprio corpo come un attrezzo.” 2 J. ORTEGA Y GASSET,Il tema del nostro tempo ,Sugarco , 1986 , pag.268 I

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Domenico Zinnari Contatta »

Composta da 727 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.