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Accendere la comunicazione dei consorzi elettrici. Il caso V.E.R.A. Energia.

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Giandoso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Carlofilippo Frateschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

Nei primi sei mesi del 2004 ho collaborato con lo staff del Consorzio V.E.R.A. Energia alla definizione ed alla realizzazione di un progetto di comunicazione finalizzato alla creazione di un servizio informativo aggiornato e puntuale, al miglioramento del feedback con le aziende consorziate e all’ampliamento della compagine dello stesso.
Per poter svolgere al meglio il compito che mi è stato affidato ho ritenuto necessario realizzare un approfondito studio sui consorzi elettrici che operano nel libero mercato dell’energia, allo scopo di individuarne le principali peculiarità e di tracciarne un’accurata descrizione secondo un taglio non tanto tecnico ma imperniato sulla tesi che la comunicazione, se “accesa”, può avere un ruolo di primo piano nel loro sviluppo.
Le maggiori difficoltà di questo lavoro sono state determinate dalla complessità e dalla mutevolezza del settore elettrico unitamente all’assoluta mancanza di fonti bibliografiche dedicate ad una qualsiasi analisi del ruolo primario ricoperto dai consorzi nel funzionamento del libero mercato.
Perciò, ora che la mia indagine è terminata, metto a disposizione questo che è, ad oggi, l’unico testo di riferimento che affronta l’importante ruolo svolto dai consorzi elettrici nel libero mercato dell’energia, proponendosi anche come strumento agile e di facile comprensione per chi, anche se assolutamente digiuno di qualsiasi “nozione elettrica”, voglia orientarsi tra le intricatissime maglie di questo complicato e, proprio per questo, affascinante settore.

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Introduzione I casi di black out avvenuti in Italia nel giugno e settembre 2003 hanno montato nuovamente l’interesse per l’argomento “energia elettrica”, dimostrando - a chi non se ne fosse ancora reso conto - come essa sia una risorsa la cui presenza, o assenza, condiziona il modo di vivere delle famiglie e permette alle aziende di produrre prodotti e fornire servizi. Se nell’opinione pubblica questa maggior attenzione si è avvertita solo negli ultimi tempi, a livello politico e normativo l’interesse nei confronti del settore elettrico non si è mai sopito e negli anni Novanta è stato ulteriormente ravvivato da un dibattito sull’assetto del mercato che ha portato all’emanazione della direttiva europea 96/92/CE. Questa disposizione, che si pone come obiettivo finale la liberalizzazione e la creazione di un unico mercato interno dell’energia elettrica, è stata recepita nell’ordinamento italiano nel 1999 attraverso il cosiddetto “decreto Bersani”. Dopo quasi quarant’anni di monopolio statale di ENEL, il “Bersani” ha introdotto in Italia nuovi organismi e nuove regole che hanno sconvolto completamente la struttura del settore elettrico, ponendo le basi per arrivare, in maniera graduale, alla totale apertura del mercato. Oggi, a distanza di cinque anni la riforma del mercato elettrico italiano è quasi totalmente compiuta: il processo di liberalizzazione dal lato dell'offerta è ormai giunto al termine, mentre dal lato della domanda non si è ancora concluso, ma si trova ad uno stadio avanzato. Infatti, non tutti gli utilizzatori finali possono acquistare energia elettrica scegliendo il proprio fornitore sulla base del costo e della qualità del servizio elettrico offerto; questa facoltà è concessa, per ora, solo alle aziende che raggiungono una certa soglia di idoneità stabilita in base ai loro consumi, che devono essere superiori a 100.000 chilowattora di energia elettrica all’anno. Il passaggio da un regime di monopolio ad uno di libero mercato se da un lato ha permesso alle aziende di ottenere in molti casi un significativo risparmio sulla “bolletta elettrica”, dall’altro ha dato vita ad un sistema più

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