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Le crisi bancarie. Strumenti di analisi, previsione e gestione.

La tesi, nell'affrontare un argomento così ampio e complesso, cerca di fornire una panoramica che percorra idealmente il processo d'involuzione degli equilibri aziendali e di turnaround della banca; in un unicum che analizza i segnali promotori, le cause, le modalità di manifestazione e identificazione, i costi, i modelli d'analisi e previsione e, infine, gli strumenti di gestione della crisi, sia interni sia esterni.
Il lavoro contiene anche l'analisi empirica e l'elaborazione grafica dei dati promananti dalla collaborazione con la Banca d'Italia. I dati elaborati riguardano: tutte le procedure avviate dall'Organo di vigilanza nei confronti delle banche italiane, la loro evoluzione nel periodo 1980-2003, l'analisi per tipologia d'intervento, per caratteristiche delle banche, per aree geografiche. Sempre in relazione alle crisi bancarie, si illustra ed interpreta il processo di concentrazione del sistema bancario italiano (fusioni, acquisizioni, cessioni di attivo e passivo), i risultati delle ispezioni e le principali aree d'intervento della Vigilanza.

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INTRODUZIONE I fenomeni d’instabilità che si sono verificati in Italia ed in maggiore misura all’estero negli ultimi anni hanno aumentato l’interesse per il tema delle crisi bancarie. Queste, infatti, continuano ad emergere frequentemente e interessano banche piccole e grandi, banche pubbliche e private, banche localizzate in paesi emergenti e in paesi sviluppati 1 . Esempi indicativi sono le crisi, più o meno diffuse, verificatesi negli U.S.A., in Germania, Giappone, Thailandia, Turchia, Corea, Messico, Argentina e molti altri paesi. In Finlandia, Svezia e Norvegia le insolvenze hanno riguardato una frazione notevole dell’intermediazione bancaria. In Francia, Spagna e Gran Bretagna si sono registrati dissesti di banche di grandi dimensioni e spesso con operatività internazionale. L’evoluzione del sistema bancario nazionale e internazionale mostra una concorrenza più aggressiva tra gli intermediari creditizi, e tra questi e quelli non bancari; cui si aggiunge una sfavorevole congiuntura economica e un’elevata variabilità dei mercati. Tali circostanze fanno ipotizzare l’uscita dal sistema delle banche meno efficienti. Nonostante ciò si deve osservare che in alcuni paesi, tra cui l’Italia, a fronte di diverse instabilità individuali, vi è stata una relativa stabilità a livello di sistema. In questi casi i dissesti bancari isolati si possono considerare come “uscite fisiologiche” dal settore, dovute ai nuovi contesti di mercato e dell’ordinamento, e non eventi necessariamente negativi. 1 Testualmente, Kaufman (1997): “Almost every country – large or small, developed or developing, free market or planned, free enterprise or socialistic, democratic or authoritarian, western or eastern, northern or southern – has experienced serious banking (depository institution) problems in recent years”, pag. 1.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Armando Ceccaroni Contatta »

Composta da 214 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6364 click dal 07/02/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.