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Aspetti psichiatrico forensi in tema di criminalità informatica

Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Puggioni
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Antropologia criminale e psicopatologia forense
Anno: 2000
Docente/Relatore: Davide Cherchi
Istituito da: Università degli Studi di Sassari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

La criminologia in Italia, non ha ancora completato il suo sviluppo: il mondo criminale è infatti, in continuo mutamento e richiede al sistema nuovi adattamenti e nuove risposte. Nel corso degli anni si è passati dalla criminalità post-bellica, all’emergenza terrorismo, alla criminalità legata alle tossicodi-pendenze, a nuovi tipi di criminalità organizzata e non, come ad esempio la criminalità informatica portata avanti da individui denominati impropriamente hacker. L'esplosione di Internet colpisce ogni aspetto della nostra vita e termini come “ciberspazio” e “hacker” “crackers” ecc. fanno ormai parte del nostro linguaggio. Alla diffusione di tali termini contribuiscono i mass media mostrando sempre più frequentemente storie di fuorileg-ge della frontiera elettronica. Ma chi sono questi appassionati della consolle che istigano caos e anarchia nella nuova frontiera, che minacciano la sicurezza e l'inviolabilità della rete?
Poiché Internet sta cambiando il modo in cui la società ve-de se stessa, sono nate e nascono comunità virtuali globali che condividono interessi comuni: le frontiere cadono e la nuova re-altà dell'etere invade quella fisica. Di conseguenza, chi è in gra-do di capire la tecnologia, che detiene conoscenza in questo campo e sa come sfruttarla, detiene il controllo: oggi avere ac-cesso alle informazioni significa avere “accesso al potere”.
Lo sviluppo delle tecnologie informatiche oltre ad aver favorito un processo di globalizzazione, ha avviato un processo di inno-vazione terminologico – concettuale.
Generalmente la radio, la stampa e la televisione con il sostantivo Hackers indicano un individuo la cui attività è volta e svolta al fine di arrecare danni a “cose o persone” per trarne dei benefici pecuniari. Questo uso improprio, dai non pochi be-nefici sensazionalistici, ha portato ad una degenerazione del termine il quale assume una connotazione negativa con uso non dispregiativo. Gli usi sono numerosi e svariati occorre quindi effettuare una prima e fondamentale distinzione tra Ha-ckers e Crackers che pare essere di primaria importanza anche per gli stessi hackers.
Il dizionario degli Hackers così lo definisce < individuo che si diverte ad esplorare in dettaglio un sistema programma-bile al fine di aumentare al massimo le proprie capacità di co-noscenza di quel computer o di quel sistema, all’opposto di u-tenti che si limitano ad imparare lo stretto indispensabile> .
I crackers invece sono coloro che penetrano nei sistemi infor-matici per causare scompiglio, arrecare danni veri e propri o per rubare informazioni. Roul Chiesa ex hacker afferma che i crackers sono "quegli hacker che sono ben felici di divenire un incubo nella vita dei system administrator, cancellando file e creando danni permanenti ed irreparabile al sistema" . Il termine “Cracker”, in origine, era inteso nei confronti di quella persona che rimuoveva le protezioni dai programmi (software) commerciali. Recentemente la definizione ha iniziato ad appari-re su giornali e mailing-list ed è attualmente utilizzata per de-scrivere gli hacker “violenti”.
In breve: gli hacker “costruiscono” i crackers “distruggono.
Sembra quasi che l’hacker percorra il cammino delle ricerche scientifiche, parte infatti da problemi la cui risoluzione “porta all’invenzione” di nuovi problemi.
I tentativi di classificazione che seguono non intendono porsi come esaustivi, difficilmente un hacker si riconoscerà in tali de-scrizioni, infatti le tecnologie e i problemi individuali e collettivi conseguenti si sviluppano e cambiano di pari passo.
Il pregiudizio nei loro confronti affonda la radici in un terreno arido: essi non solo sono temuti ma spesso vengono giudicati ancor prima di un’attenta disamina delle dinamiche che sotten-dono tali azioni “definite criminali e criminogene”.
Nella trattazione si cercherà di dipanare tali dinamiche con la prospettiva di apportare ulteriori chiarificazioni in merito al tema.

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3 3 INTRODUZIONE La criminologia in Italia, non ha ancora completato il suo sviluppo: il mondo criminale è infatti, in continuo mutamento richiedendo al sistema nuovi adattamenti e nuove risposte. Nel corso degli anni si è passati dalla criminalità post-bellica, all’emergenza terrorismo, alla criminalità legata alle tossicodi- pendenze, a nuovi tipi di criminalità organizzata e non, come ad esempio la criminalità informatica portata avanti da individui denominati impropriamente hacker. L'esplosione di Internet colpisce ogni aspetto della nostra vita e termini come “ciberspa- zio” e “hacker” “crackers” ecc. fanno ormai parte del nostro lin- guaggio. Alla diffusione di tali termini contribuiscono i mass media mostrando sempre più frequentemente storie di fuorileg- ge della frontiera elettronica. Ma chi sono questi appassionati della consolle che istigano caos e anarchia nella nuova frontie- ra, che minacciano la sicurezza e l'inviolabilità della rete? Poiché Internet sta cambiando il modo in cui la società ve- de se stessa, sono nate e nascono comunità virtuali globali che

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