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Sistemi elettorali misti: rendimento politico e istituzionale

Informazioni tesi

  Autore: Valerio Marinaro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Antonio Agosta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

Joseph Alois Shumpeter definisce la democrazia come quello strumento istituzionale attraverso il quale gli individui acquisiscono il potere di decidere attraverso una competizione che ha per oggetto il voto popolare. In base a questa definizione è possibile evincere il carattere competitivo della democrazia contemporanea che si estrinseca e si manifesta attraverso il sistema elettorale, ovvero il meccanismo in base al quale vengono tradotti i voti in seggi.Il sistema elettorale si configura dunque come variabile indipendente, in rapporto alla competitività del sistema e la determina agendo sul suo grado di proporzionalità e sul formato e sulla dinamica del sistema partitico. Questo è reso possibile dall’azione combinata di “congegni ingegneristici” (principio di rappresentanza formula elettorale, congegni correttivi), che sono gli strumenti attraverso i quali il sistema elettorale determina il livello di competitività del sistema politico.
Possiamo distinguere sostanzialmente due galassie dei sistemi elettorali:La galassia maggioritaria caratterizzata dall’obiettivo di perseguire la chiara identificabilità delle alternative e la stabilità governativa ma dalla tendenza alla sottorappresentazione delle forze politiche minori, e la galassia proporzionale, caratterizzata dall’obiettivo di perseguire la proporzionalità come cardine della democrazia anche al costo di sacrificare la stabilità governativa fomentando frammentazione e partitocrazia.A partire dall’inizio degli anni 90, in paesi con una stabile tradizione democratica, in paesi con la democrazia giovane, in paesi in cui si stava svolgendo la transizione dal socialismo reale, sono stati adottati dei sistemi elettorali che prevedevano la combinazione tra i due principi di rappresentanza con l’obiettivo di perseguire la stabilità governativa senza perdere di vista la rappresentatività. La considerevole quantità di riforme elettorali in senso misto ha rappresentato una svolta epocale nell’ambito dei sistemi elettorali
Una svolta epocale che andava di pari passo con il cambiamento radicale nella concezione di democrazia competitiva sia nelle democrazie consolidate sia in quelle di paesi di recente democratizzazione(grazie a quella che Samuel Huntington chiama terza ondata di democratizzazione). I cambiamenti in atto nell’ambito della democrazia competitiva si riflettono inevitabilmente sui processi elettorali così che i sistemi elettorali misti si pongono come chiave di lettura fondamentale nella strutturazione e nello sviluppo di una nuova frontiera della competitività.

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1 SISTEMI ELETTORALI MISTI: RENDIMENTO POLITICO E ISTITUZIONALE SINTESI L’importanza della competitività e il ruolo del sistema elettorale nella sua affermazione Joseph Alois Shumpeter definisce la democrazia come quello strumento istituzionale attraverso il quale gli individui acquisiscono il potere di decidere attraverso una competizione che ha per oggetto il voto popolare. In base a questa definizione è possibile evincere il carattere competitivo della democrazia contemporanea che si estrinseca e si manifesta attraverso il sistema elettorale, ovvero il meccanismo in base al quale vengono tradotti i voti in seggi. Il sistema elettorale si configura dunque come variabile indipendente, in rapporto alla competitività del sistema e la determina agendo sul suo grado di proporzionalità e sul formato e sulla dinamica del sistema partitico. Questo è reso possibile dall’azione combinata di “congegni ingegneristici” (principio di rappresentanza formula elettorale, congegni correttivi), che sono gli strumenti attraverso i quali il sistema elettorale determina il livello di competitività del sistema politico. Le due galassie dei sistemi elettorali e l’alternativa mista come riforma elettorale del XXI secolo Possiamo distinguere sostanzialmente due galassie dei sistemi elettorali: La galassia maggioritaria caratterizzata dall’obiettivo di perseguire la chiara identificabilità delle alternative e la stabilità governativa ma dalla tendenza alla sottorappresentazione delle forze politiche minori, e la galassia proporzionale, caratterizzata dall’obiettivo di perseguire la proporzionalità come cardine della democrazia anche al costo di sacrificare la stabilità governativa fomentando frammentazione e partitocrazia. A partire dall’inizio degli anni 90, in paesi con una stabile tradizione democratica, in paesi con la democrazia giovane, in paesini cui si stava svolgendo la transizione dal socialismo reale, sono stati adottati dei sistemi elettorali che prevedevano la combinazione tra i due principi di rappresentanza con l’obiettivo di perseguire la stabilità governativa senza perdere di vista la rappresentatività. La considerevole quantità di riforme elettorali in senso misto ha rappresentato una svolta epocale nell’ambito dei sistemi elettorali La svolta nell’ambito della democrazia competitiva Una svolta epocale che andava di pari passo con il cambiamento radicale nella concezione di democrazia competitiva sia nelle democrazie consolidate sia in quelle di paesi di recente democratizzazione(grazie a quella che Samuel Huntington chiama terza ondata di democratizzazione). I cambiamenti in atto nell’ambito della democrazia competitiva si riflettono inevitabilmente sui processi elettorali così che i sistemi elettorali misti si pongono come chiave di lettura fondamentale nella strutturazione e nello sviluppo di una nuova frontiera della competitività. Sistemi elettorali misti: definizione Possiamo dare diverse definizioni al concetto di sistema elettorale misto: Arend Lijpart definisce ad esempio questi sistemi come combinazione di elementi del proporzionale e del maggioritario ferma restando l’attribuzione di seggi attraverso un solo principio di rappresentanza (definizione descrittiva), mentre M.S.Shugart e M.P.Wattemberg sostengono che ci si trovi di fronte ad un sistema elettorale misto quando l’attribuzione dei seggi sia divisa dai due principi di rappresentanza ( definizione normativa che più si sposa con

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