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Il mandato di arresto europeo

Il Consiglio Gai dell'UE ha approvato, il 13 giugno 2002, la decisione quadro sul mandato di arresto europeo, lo strumento di cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale, destinato a sostituire la tradizionale procedura della estradizione. La tesi mette in luce il quadro della cooperazione giudiziaria in materia penale tra Stati membri dagli anni '70 ad oggi; il contesto giuridico-normativo della decisione quadro; le critiche suscitate dalla stessa nel contesto dottrinale e politico-istituzionale; i lavori del Parlamento italiano finalizzati all'attuazione della decisione quadro GAI nel nostro ordinamento.

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6INTRODUZIONE Come è noto, il 13 giugno 2002 il Consiglio dell’Unione Giustizia e Affari interni ha adottato, a norma del Titolo VI del Trattato sull’Unione Europea, la decisione quadro relativa al mandato di arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri. L’intento del legislatore è quello di sostituire il tradizionale strumento di consegna delle persone che si sottraggono alla giustizia costituito dalla estradizione. Da quando in gran parte dell’Unione sono stati aboliti i controlli alle frontiere per garantire ai cittadini il pieno godimento delle quattro libertà fondamentali, quali quelle di circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali, gli spostamenti sono divenuti più facili, i controlli sono diminuiti e, di conseguenza, ciò ha comportato che anche il fenomeno delinquenziale potesse trovare maggiore libertà di movimento, radicandosi in qualunque parte dell’Europa e sviluppando nuove modalità di azione e di organizzazione. Con gli anni questi fenomeni si sono accentuati e viviamo in un epoca in cui la globalizzazione e i mezzi di comunicazione informatizzati hanno reso gli spazi sempre più vicini e i contatti, compresi quelli criminosi, molto più rapidi e facili. Per rendere lo “spazio Schengen” non solo liberamente percorribile, ma anche sicuro, il legislatore europeo ha provveduto a garantire libera circolazione anche ai provvedimenti emanati dalle autorità giudiziarie, in modo da poter costituire titoli idonei a produrre effetti anche nel territorio di Stati diversi. In ciò si sostanzia invero il principio del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Fabiana Malorgio Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12376 click dal 22/11/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.