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I mezzi di finanziamento delle società per azioni. evoluzione storica e novità del D.lgs de 17 gennaio 2003 n° 6

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Pugliese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Carlo Angelici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

Introduzione.

Nell’ambito della disciplina delle società per azioni, l’aspetto relativo ai mezzi di finanziamento è quello che con maggiore evidenza è stato innovato dalla riforma attuata con il decreto legislativo del 17 gennaio 2003, n. 6, emanato dal Governo in virtù della legge delega 3 ottobre 2001, n. 366.
Con tale riforma si è provveduto a sostituire integralmente i capi del Codice Civile dedicati alla materia delle società di capitali, modificando gli istituti già esistenti e introducendone di nuovi.
Tale intervento legislativo, tuttavia, rappresenta solo l’ultimo passo di una evoluzione normativa cominciata almeno quattro secoli prima, con la nascita delle prime grandi compagnie a sfondo pubblicistico; e che, d’altra parte, non accenna a concludersi. Il diritto commerciale è stato, infatti, fin dalle sue origini ed è ancor oggi un diritto in continua evoluzione, proprio perché in continua evoluzione è la realtà economica ed internazionale .
E’ proprio per rispondere alle mutevoli esigenze delle imprese che la riforma è intervenuta ad adeguare la disciplina dei modelli societari alle caratteristiche dei mercati odierni. In particolare, è nella legge di riforma che hanno trovato risposta le richieste, sempre più intense e motivate, dirette alla creazione di più ampi spazi all’autonomia societaria.
L’esaltazione del principio di autonomia statutaria, inteso come potere dei soci di elaborare regole di funzionamento e di organizzazione adatte al tipo di attività economica svolta dalla società, costituisce, appunto, il principale elemento di innovazione contenuto nella legge di riforma .
Sotto il profilo dei mezzi di finanziamento delle società per azioni, tale principio si traduce nella moltiplicazione degli strumenti finanziari messi a disposizione della società. Ed è proprio nella possibilità di ricorrere ad una tipologia ampia di strumenti finanziari che si può individuare la caratteristica del nuovo sistema di finanziamento dell’impresa societaria che si manifesta con maggiore immediatezza .
In particolare, in questo ambito, la riforma del diritto societario del 2003 ha ulteriormente ampliato e reso più elastiche le figure delle azioni e delle obbligazioni, consentendo, da un lato, la creazione di ulteriori categorie di azioni con peculiari diritti patrimoniali o con alterazioni del diritto di voto, dall’altro, prevedendo che il contenuto economico delle obbligazioni possa essere in parte condizionato all’andamento economico della società.
Per altro verso, la riforma ha introdotto la nuova figura degli strumenti finanziari partecipativi, i quali possono essere forniti di particolari diritti patrimoniali o amministrativi, con la sola eccezione del diritto di voto nell’assemblea generale degli azionisti.
Accanto agli strumenti di finanziamento tradizionali, azioni e obbligazioni nelle loro varie tipologie, si aggiungono, dunque, altri strumenti finanziari assolutamente nuovi, che vanno da quelli che la legge denomina “altri strumenti partecipativi” fino ai patrimoni e finanziamenti destinati.
Tutto ciò all’interno di un quadro di complessiva deregolamentazione all’interno di ogni singolo strumento, anche tradizionale .
Riguardo alle azioni, infatti, l’art. 2348 c.c. stabilisce che la società può “liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie”, mentre il nuovo art. 2411 c.c. prevede, per le obbligazioni, la possibilità di effettuare emissioni in relazione alle quali il diritto dell’obbligazionista al rimborso del capitale può essere subordinato alla soddisfazione di altri creditori sociali.
D’altra parte, per gli strumenti alternativi, l’art. 2346 c.c. semplicemente ne rimette la determinazione del contenuto alla libertà statutaria.
In conclusione, prima di scendere nel dettaglio della disciplina, ciò che può fin da ora affermarsi con certezza è che l’affermazione dell’autonomia contrattuale e statutaria costituisce uno degli elementi trainanti della riforma del 2003.

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1 Introduzione. Nell’ambito della disciplina delle società per azioni, l’aspetto relativo ai mezzi di finanziamento è quello che con maggiore evidenza è stato innovato dalla riforma attuata con il decreto legislativo del 17 gennaio 2003, n. 6, emanato dal Governo in virtù della legge delega 3 ottobre 2001, n. 366. Con tale riforma si è provveduto a sostituire integralmente i capi del Codice Civile dedicati alla materia delle società di capitali, modificando gli istituti già esistenti e introducendone di nuovi. Tale intervento legislativo, tuttavia, rappresenta solo l’ultimo passo di una evoluzione normativa cominciata almeno quattro secoli prima, con la nascita delle prime grandi compagnie a sfondo pubblicistico; e che, d’altra parte, non accenna a concludersi. Il diritto commerciale è stato, infatti, fin dalle sue origini ed è ancor oggi un

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Parole chiave

altri strumenti finanziari
art. 2346
autonomia statutaria
azioni
diritto societario
obbligazioni
patrimoni destinati
riforma delle società di capitali
strumenti finanziari
strumenti ibridi

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