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IRAP: Imposta Regionale sulle Attività Produttive

Informazioni tesi

  Autore: Rocco Roberto Scarola
  Tipo: Tesi di Master
Master in Diritto Tributario sostanziale e processuale
Anno: 2004
Docente/Relatore: D. Ciavarella
Istituito da: Università degli Studi di Bari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

Forse pochi si aspettano di sentir parlare ancora di Irap a ben sei anni dall’entrata in vigore del decreto istitutivo e pergiunta in questo particolare momento in cui, da più parti, si invoca la sua soppressione o, quanto meno, la riforma dell’impianto normativo ad esso sotteso.
Il 1997 ha visto il debutto dell'Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive che ha rivoluzionato il panorama fiscale italiano, proponendosi, con un profilo del tutto nuovo, come la prima grande imposta a struttura regionale.
L’Irap è stato uno dei pilastri, forse il più importante, della riforma Visco, i cui ambiziosi obiettivi erano l’avvio del federalismo fiscale; la sostituzione con una sola imposta di una puralità di microimposte, che infastidivano il contribuente più per le difficoltà di calcolo che per il carico tributario vero e proprio; la riduzione del costo del lavoro; l’allargamento della base imponibile; l’incentivo del ricorso al capitale di rischio.
Fin dalla sua introduzione, l’Imposta regionale sulle attività produttive ha scatenato non poche perplessità legate principalmente al meccanismo di calcolo della base imponibile, meccanismo che porta alla tassazione di una grandezza
economica, il valore aggiunto, concettualmente e strutturalmente diversa dal reddito prodotto.
Inoltre, sin dalla sua nascita sono stati avanzati dubbi in tema incostituzionalità, legati soprattutto alla natura di “imposta” dell’Irap, natura che legherebbe inscindibilmente le sorti della stessa al principio della capacità contributiva sancito dall’art. 53 della Costituzione.
Orbene, se al suo debutto questo tributo non ha risparmiato polemiche, oggi, a cinque anni dalla sua entrata in vigore (è stato applicato per la prima volta nell’anno d’imposta 1998) le polemiche non sono ancora cessate e il dibattito è divenuto vivacissimo, alimentato fortemente dalla posizione assunta di recente dalla giurisprudenza di legittimità e di merito.
Con tali premesse, e alla luce delle stesse, si procede in questo lavoro di analisi dei profili dell’imposta regionale sulle attività produttive, dando all’argomento un taglio pragmatico che non può certo prescindere dalle vicende giurisprudenziali cui si accennava in precedenza.

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