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Il maso chiuso

Questa tesi di laurea ha lo specifico compito di approfondire alcune tematiche di particolare interesse, inerenti l’istituto giuridico del maso chiuso.
L’ ordinamento masale, ritenuto, da molti, a torto, solo un retaggio di un obsoleto regime agricolo, ha garantito, grazie anche ad una continua evoluzione, la preservazione in Alto Adige, a differenza che in altre regioni italiane, dei declivi montani dall’eccessiva frammentazione di per sé deleteria. Esso, infatti, salvaguardando l’indivisibilità di quel particolare tipo di azienda agricola che è il maso chiuso, ha consentito alla popolazione di non disperdere il potenziale produttivo, in modo da preservare sia l’economia rurale dall’eccessiva industrializzazione, sia l’impatto paesaggistico-naturale da quel fenomeno di urbanizzazione intensiva, correlato al processo evoluzionistico tipico del settore terziario.
Ad una prima interpretazione superficiale, il fenomeno del maso chiuso può dare l’impressione di un istituto totalmente in contrasto sia con i principi costituzionali sia con altre disposizioni di rango statale; in realtà, ad una più attenta analisi, l’istituto si presenta come la miglior soluzione a tutti quei problemi di depauperamento e mancata evoluzione dell’economia agreste.
Con questo lavoro, si punterà l’attenzione sul particolare regime successorio della disciplina masale, sia dal punto di vista dell’evoluzione storica sia da quello del confronto con la tradizionale disciplina contemplata dal codice civile.
Dopo una prima breve introduzione al Catasto teresiano e al problema della riqualificazione fondiaria, con l’analisi delle minime unità colturali nel codice civile, e della recente disciplina del compendio unico, si passerà ad analizzare il maso chiuso da un punto di vista storico-evoluzionistico, concentrandosi successivamente sull’analisi dell’attuale disciplina generale contenuta nella Legge Provinciale 28 novembre 2001 n°17.
Si concluderà, quindi, il lavoro di tesi con un breve excursus comparativo tra l’istituto masale e gli altri provvedimenti similari presenti in vari ordinamenti europei.

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1 - INTRODUZIONE - Questa tesi di laurea ha lo specifico compito di approfondire alcune tematiche di particolare interesse, inerenti l’istituto giuridico del maso chiuso. L’ordinamento masale, ritenuto, da molti, a torto, solo un retaggio di un obsoleto regime agricolo, ha garantito, grazie anche ad una continua evoluzione, la preservazione in Alto Adige, a differenza che in altre regioni italiane, dei declivi montani dall’eccessiva frammentazione di per sé deleteria. Esso, infatti, salvaguardando l’indivisibilità di quel particolare tipo di azienda agricola che è il maso chiuso, ha consentito alla popolazione di non disperdere il potenziale produttivo, in modo da preservare sia l’economia rurale dall’eccessiva industrializzazione, sia l’impatto paesaggistico- naturale da quel fenomeno di urbanizzazione intensiva, correlato al processo evoluzionistico tipico del settore terziario. Ad una prima interpretazione superficiale, il fenomeno del maso chiuso può dare l’impressione di un istituto totalmente in contrasto sia con i principi costituzionali sia con altre disposizioni di rango statale; in realtà, ad una più attenta analisi, l’istituto si presenta come la miglior soluzione a tutti quei problemi di depauperamento e mancata evoluzione dell’economia agreste.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Barbara Pietra Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4711 click dal 30/11/2004.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.