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Giovani, nuove droghe e mass media, una ricerca condotta nella regione Puglia.

Informazioni tesi

  Autore: Valeria Russo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Fabrizio Pappalardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

L’uso di droghe è legato, nell'immaginario collettivo e in gran parte della letteratura occidentale, a gruppi giovanili che assumono comportamenti, secondo questa impostazione, "devianti" o quanto meno "a rischio". L’ingigantirsi del fenomeno droga ha creato molteplici studi, ricerche ed analisi di tipo sociologico. Prima di intraprendere un qualsiasi discorso sulle droghe è necessario operare una distinzione tra le varie sostanze di consumo (alcol, hashish, cocaina, ecstasy …etc.), e precisare i concetti di devianza e di rischio in relazione alle strutture dei gruppi. In precedenti ricerche è stato dimostrato che all’interno di gruppi informali, l’uso di alcune droghe come l’hashish e la marijuana è ampiamente tollerato, perché non vanno a ledere il normale funzionamento delle relazioni interne al gruppo, mentre l’uso di eroina o di altre droghe cosiddette pesanti è criticato duramente per la rottura del processo comunicativo tra gli appartenenti al gruppo stesso. L’uso di droghe diviene problematico per un gruppo quando la sostanza diventa il catalizzatore della frequentazione, nel momento in cui l’abuso diventa fine a se stesso e prende il sopravvento sul resto della comunicazione.
Questo contesto, che ormai potremmo definire classico, ha subito diversi cambiamenti con l’arrivo sul mercato delle cosiddete “nuove droghe”, sostanze che generalmente hanno una composizione chimica e che sono associate a luoghi di consumo particolari. Le problematiche relative all’uso ed all’abuso di queste sostanze risultano particolarmente delicate, sia per la loro crescente diffusione, sia per le modalità di assunzione. Riguardo quest’ultimo punto, bisogna sottolineare come l’assunzione di un “pasticca” sia non solo estremamente semplice, ma soprattuto svincolata dal rituale di assunzione di droghe classice sia pesanti che leggere. E questa mancanza di un rituale preparatorio fa si che l’assunzione delle droghe sintetiche possa essere da un lato casuale o addirittura involontario e dall’altro considerato non pericoloso per la salute come nel caso delle droghe classiche.
Sulla base delle teorie sociologiche sulla devianza, soprattutto quelle riguardanti l’abuso di sostanze stupefacenti, ho costruito due strumenti di rilevazione, due interviste semi-strutturate e un questionario, per poter apprendere in che modo si è evoluto il fenomeno “nuove droghe” nella regione Puglia.
Attraverso gli strumenti di rilevazione costruiti ho cercato di comprendere in che modo i consumatori di sostanze stupefacenti si pongono rispetto alla loro dipendenza. L’indagine, effettuata a cavallo tra il 2003/ 2004 , è cominciata con una serie di interviste ad esponenti delle forze dell’ordine della regione Puglia, per continuare con una altra serie di interviste realizzate direttamente con alcuni consumatori. Il successivo passo è stato la costruzione di un questionario di rilevazione, composto da 25 domande, sottoposto a 202 ragazzi pugliesi (200 risultano validi), raggiunti nei luoghi informali come i bar, pub, discoteche etc. .
I dati rilevato con il questionario e trattati nell’ultimo capitolo di questo lavoro, sono stati fondamentali per comprendere a fondo la percezione che i giovani intervistati hanno delle problematiche relative all’uso delle nuove droghe.

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L’uso di droghe è legato, nell'immaginario collettivo e in gran parte della letteratura occidentale, a gruppi giovanili che assumono comportamenti, secondo questa impostazione, "devianti" o quanto meno "a rischio". L’ingigantirsi del fenomeno droga ha creato molteplici studi, ricerche ed analisi di tipo sociologico. Prima di intraprendere un qualsiasi discorso sulle droghe è necessario operare una distinzione tra le varie sostanze di consumo (alcol, hashish, cocaina, ecstasy …etc.), e precisare i concetti di devianza e di rischio in relazione alle strutture dei gruppi. In precedenti ricerche è stato dimostrato che all’interno di gruppi informali, l’uso di alcune droghe come l’hashish e la marijuana è ampiamente tollerato, perché non vanno a ledere il normale funzionamento delle relazioni interne al gruppo, mentre l’uso di eroina o di altre droghe cosiddette pesanti è criticato duramente per la rottura del processo comunicativo tra gli appartenenti al gruppo stesso. L’uso di droghe diviene problematico per un gruppo quando la sostanza diventa il catalizzatore della frequentazione, nel momento in cui l’abuso diventa fine a se stesso e prende il sopravvento sul resto della comunicazione. Questo contesto, che ormai potremmo definire classico, ha subito diversi cambiamenti con l’arrivo sul mercato delle cosiddette “nuove droghe”, sostanze che generalmente hanno una composizione chimica e che sono associate a luoghi di consumo particolari. Le problematiche relative all’uso ed all’abuso di queste sostanze risultano particolarmente delicate, sia per la loro crescente diffusione, sia per le modalità di assunzione. Riguardo quest’ultimo punto, bisogna sottolineare come l’assunzione di un “pasticca” sia non solo estremamente semplice, ma soprattutto svincolata dal rituale di assunzione di droghe classiche sia pesanti che leggere. E questa mancanza di un rituale preparatorio fa si che l’assunzione delle droghe sintetiche possa essere da un lato casuale o addirittura involontario e dall’altro considerato non pericoloso per la salute come nel caso delle droghe classiche.

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